Intesa, occhi sul mercato estero

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di Antonio Potenza 11 Ottobre 2021 | 11:47

Si freme nei “salotti economici”, in attesa del piano industriel di Intesa Sanpaolo, che sarà presentato nel prossimo febbraio. Occhi puntati su gestione patrimoniale e assicurazioni. 

«Fin dal piano del 2014 il nostro gruppo si è riposizionato in maniera decisa, puntando con forza sulle attività di asset management, private banking e assicurazione», ha detto Carlo Messina, ad di Intesa in occasione della presentazione delle attività del Wealth Management & Protection del gruppo e riportate da Affari&Finanza.

La banca, leader in Italia nel risparmio gestito e nei fondi pensione (con quote di mercato rispettivamente del 24,3% e del 23,4%) e con il 21,4% del mercato assicurativo, conta 1.200 miliardi in gestione, e deriva il 52% del risultato operativo del gruppo dalle attività di Wealth Management & Protection.  Il segreto per Messina è stato scommettere – e vincere – sulla trasformazione in «bancassurance e operatore di dimensione europee nel private banking e nell’asset management, in grado di servire il cliente in maniera integrata e multicanale spaziando dal credito, alla protezione, dalla gestione del risparmio fino alla previdenza».

In questo scenario  Tommaso Corcos, ad di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, società che amministra 327 miliardi di attività di quasi un milione di clienti, strizza l’occhio all’estero: «Noi siamo sempre interessati a eventuali piccole acquisizioni di qualità all’estero. Non credo che la multi-boutique sia costruibile all’infinito a causa delle complessità gestionali che verrebbero a crearsi. Ma siamo ancora lontani dal raggiungere tale numero».

Non ha dubbi nemmeno Saverio Perissinotto, ad di Eurizon, ha parlato di una vena internazionale.  «La parte internazionale, rappresenta 58 miliardi di masse su 425,8 (escludendo l’apporto della cinese Penghua ndr), un livello significativo pari a una delle prime dieci Sgr del mercato italiano».

In Italia, Ca’ De Sass ha una posizione di leadership con il 27% del mercato, per questo guarda oltralpe. Eurizon, la fabbrica prodotto del gruppo, conta quasi 130 miliardi di masse in gestione su 546 miliardi totali, considerando anche la Cina. Per questo per Intesa, diversificare all’estero, significa guardare ai Paesi limitrofi anche con buone ragioni di successo, ricordando che l’Italia si ritrova in una posizione di “sottassicurazione”.

 

 

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