UniCredit, le ragioni del no a Mps

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di Antonio Potenza 9 Novembre 2021 | 11:56

L’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, è intervenuto davanti alla Commissione Banche riguardo il negoziato fallito con il Mef. Come scrive Il Sole 24 Ore, Il numero uno di Piazza Gae Aulenti ha spiegato come abbia definito i cinque principi del termsheet per “la diffidenza che a lungo ha circondato una qualsiasi potenziale operazione avente ad oggetto Mps, vista da molti investitori con il timore che costituisse un cedimento a logiche di sistema e politiche piuttosto che economiche e di mercato e la percezione diffusa che una tale operazione fosse sicuramente di difficile realizzazione. La struttura identificata nel termsheet offriva pertanto per la prima volta la possibilità di dimostrare che questa convinzione diffusa fosse errata”.

Aggiungendo di  “fatto del suo meglio per cercare di raggiungere un accordo che fosse in linea con i paletti fissati d’accordo con il Mef a fine luglio”.

Il banchiere inoltre ha confessato che le energie necessarie sarebbe dovute essere – a sorpresa di tutti – maggiori di quelle messe in campo: “Al netto di normali scostamenti dovuti a singole poste, l’ammontare di capitale necessario per dare esecuzione all’operazione coerentemente con quanto concordato nel termsheet era più significativo di quanto il Mef si aspettasse“.

Insomma, Orcel porta all’Ue, lo sforzo compiuto da UniCredit.  “Abbiamo cercato e proposto diverse alternative per ridurre il fabbisogno di capitale identificato ma tutte si sono rivelate insufficienti a permettere alle parti di proseguire nella trattativa“. “Ci siamo avvicinati a questa operazione con una mentalità aperta, ma un atteggiamento al tempo stesso fermo. Siamo stati aperti a discutere potenziali soluzioni, ma estremamente chiari nell’indicare che tale operazione avrebbe dovuto essere conforme ai presupposti che erano stati concordati e resi pubblici fin dall’avvio delle negoziazioni”, aggiunge.

Anche perché “l’attività di M&A” in UniCredit, a detta di Orcel, non rappresenta un obiettivo principale della stratgia di Gae Aulenti, quanto un’opportunità di cogliere opportunità interessanti per il gruppo e gli stakeholder.

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