Reti e assicurazioni, attrazione fatale

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di Redazione 15 Novembre 2021 | 10:47

Banche-reti e assicurazioni iniziano a convergere o a incrociare l’offerta. Il trend è probabilmente conseguenza anche delle costrizioni della pandemia: da una parte la necessità di trovare uno strumento di protezione e dall’altra l’input da parte di intermediari e mercato 24 | COVER FINANZA / 3 BLUERATING n novembre 2021 Assicurazioni e consulenza finanziaria sembrano destinate sempre più a incrociare i destini Reti e polizze, attrazione fatale di riattivare la liquidità del risparmiatore tramite nuovi e mirati investimenti. Le due esigenze si incontrano nelle polizze unit linked, protagoniste della diversificazione dell’offerta da parte di istituti bancari, reti e assicurazioni. Eccolo: sembra proprio il prodotto perfetto per le esigenze del cliente che cerca sicurezza e allo stesso tempo guadagno. Deutsche Bank nel bilancio 2020 racconta che per esempio: “Ha ampliato la gamma prodotti per il tramite di partnership importanti con Nexi e la vendita di polizze assicurative con diversi partner”. Continuando a sfogliare le offerte degli istituti bancari, si va incontro alla certezza che questa pratica sia piuttosto diffusa. Infatti, nella semestrale del 2021 di UniCredit si legge che: “Anche le commissioni sui servizi transazionali registrano un aumento pari a +34 milioni (+3,3% rispetto al primo semestre 2020; +3,6% a cambi costanti), soprattutto grazie a maggiori commissioni su carte, servizi di pagamento e assicurazioni danni”. In Banca Generali, a fine 2020, il bilancio confermava l’avanzamento del comparto unit: “ La raccolta è stata principalmente concentrata in unit linked (4,9 miliardi di euro) e nelle polizze multi-ramo (3,5 miliardi di euro). A seguire i prodotti vita tradizionali (1,7 miliardi di euro)”. Dalla parte delle compagnie assicurative è riscontrabile il medesimo trend, in senso opposto, cioè verso gli investimenti finanziari.

Premi in crescita
Nella semestrale 2021, Generali segnala che i premi sono “in crescita a 25,79 miliardi (+5,8%), grazie in particolare allo sviluppo positivo delle linee unitlinked e puro rischio e malattia”. Il pacchetto unit in casa del Leone di Trieste cresce negli ultimi sei mesi dello 0,9%. Sviluppo timido, poiché probabilmente non spinto più dalla pressione pandemica, ma pur sempre segnale di un trend. Anche per Axa, l’investimentoassicurazione cresce in modo più timido ma costante, nel bilancio di fine 2020 si segnala che “l’incremento della raccolta premi di Ramo III, influenzato dall’aumento dei premi relativi a prodotti di tipo Multiramo e Unit Linked”. I redditi netti relativi alle unit sono passati da 5 milioni nel 2019 a 6 milioni nel 2020. Infine, nella semestrale di UnipolSai è possibile rinvenire il dato che decreta il cambiamento di rotta, infatti la raccolta Vita e i prodotti d’investimento relativi al ramo III hanno segnato al 30 giugno 2021 una raccolta di 614 milioni di euro, passando dal 35% dello stesso mese dell’anno precedente al 40%. Ma non è tutto oro quel che luccica. Se tra i clienti il prodotto unit riscuote un discreto successo, le autorità guardano in generale con attenzione al mondo delle polizze vendute dalle banche e nelle reti. Dal 2013 a oggi, il comparto dei contratti assicurativi legati ai finanziamenti è stato più volte sollecitato da interventi delle Autorità di Vigilanza per correggere prassi improprie e indirizzare il mercato verso un modello di correttezza sostanziale. Perché, se un difetto c’è in questa connubio banche-polizze, è che non sempre la prassi è chiara e spesso risulta facile disperdere il proprio risparmio. In quell’anno l’attenzione dell’Ivass era stata riservata alla tematica della valutazione di adeguatezza delle polizze, nel 2015 si colloca una importante (e ancora attuale) lettera congiunta Banca d’Italia – Ivass. Nella “missiva” venivano analizzate le criticità nella produzione e distribuzione di polizze assicurative abbinate ai finanziamenti, indicando conseguentemente possibili linee di azione e intervento. La lettera richiedeva inoltre alle imprese di assicurazione (in qualità di produttori) ed alle banche e intermediari finanziari (in qualità di distributori) di adottare e realizzare un idoneo piano di azione volto a conformare l’ideazione e l’offerta delle polizze abbinate ai finanziamenti alle indicazioni di Vigilanza. Un anno dopo, nel 2016 fu pubblicata dall’Ivass una importante indagine sui costi connessi alle polizze abbinate ai finanziamenti.

Vigilanza in allerta
Nel 2018 l’Ivass è tornata sul tema del rimborso del premio non goduto in caso di estinzione parziale, invitando le imprese di assicurazione (in qualità di produttori), le banche e gli intermediari finanziari (in qualità di distributori) a rivedere le formule utilizzate, nonché a integrare l’informativa precontrattuale e le condizioni di polizza inserendo una idonea modalità di calcolo del rimborso dovuto al cliente. L’ultimo atto arriva il 17 marzo del 2020, dove Banca d’Italia e Ivass questa volta puntano a sottolineare il rischio di conflitti di interessi, ribadendo la necessità di individuare e gestire “accordi di natura partecipativa o commerciale tra il soggetto promotore della polizza assicurativa e il soggetto erogante il finanziamento o collocatore / distributore del finanziamento (anche nel caso di agenti / mediatori)”. Così, nel termine del 30 settembre 2020 le banche e imprese di assicurazione, hanno attivato una serie di verifiche, al fine di accertare: la conformità “sostanziale” delle condotte; l’adeguatezza ed efficacia dei presidi e dei processi di ideazione e distribuzione delle polizze abbinate ai finanziamenti; il livello di esposizione ai rischi (operativi, legali, reputazionali) connessi a possibili contestazioni della clientela. L’obiettivo quindi dell’autorità tutt’ora è quello di assecondare in modo morbido il trend cercando di tutelare dall’altra parte il risparmiatore. Per questo nell’ultima delibera della Consob, la n.21755 del 10.3.2021, l’art.78 impone che il “il personale degli intermediari, ivi compresi gli agenti collegati, possiedano idonee conoscenze e competenze quando prestano la consulenza ai clienti in materia di investimenti o quando forniscono ai clienti informazioni riguardanti gli strumenti

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