Consulenti, sulle orme di Marco Aurelio

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di Redazione 23 Novembre 2021 | 11:32
Come reagire alle avversità seguendo gli insegnamenti di un grande imperatore romano

A cura di Maria Grazia Rinaldi.

Marco Aurelio perse il papà quando era ancora piccolo. L’imperatore Adriano chiese ad Antonio Pio di adottarlo affinché potesse essere considerato come futuro imperatore. Marco fin da piccolo studiò sia la retorica che la filosofia, tra le due preferì sempre la filosofia perché sosteneva che lo aiutasse ad affrontare le frustrazioni e i problemi. La vita di Marco non fu facile eppure viene ricordato come un uomo forte, resistente, coraggioso oltre che umile e colto. La sua crescita risentì molto della filosofia stoica, tanto che lui si definiva dapprima stoico e poi imperatore. In relazione allo stoicismo che tanto lo influenzò, credeva fermamente che lo scopo primario della vita fosse quello di vivere secondo la saggezza.

Atteggiamento costruttivo
Lo stoicismo che lo guidava, lo portava a vivere una vita che, invece di avere come fine quello di accumulare ricchezze e privilegi, aveva come scopo accogliere qualsiasi cosa arrivasse nella vita, affrontandola in maniera costruttiva, trasformando il negativo in positivo. Questo approccio non significava sopprimere o ignorare le emozioni ma accettarle. Marco sosteneva quanto fosse naturale sentire le emozioni di dolore, paura e preoccupazione, ma la cosa più importante per lui era il modo che si sceglieva per reagire a esse. A tal proposito dichiarò: “Se soffri per una cosa esterna, non è quella che ti disturba, ma il tuo giudizio su di essa. Ma è in tuo potere cancellare subito questo giudizio”.

Onesto e non violento
Grazie a tutti gli insegnamenti dello stoicismo, Marco Aurelio divenne un imperatore onesto e non violento. La sua era una comunicazione chiara, coincisa, dritta all’obiettivo. Fu un abile comunicatore in quanto la sua comunicazione era calibrata in funzione del suo interlocutore. Quando il suo amico Avidio Cassio lo tradì, dichiarandosi imperatore al suo posto, Marco lo perdonò. Lo perdonò perché convinto che tutti possano sbagliare e che non conosceremo mai davvero fino in fondo i motivi che spingono le persone all’azione. Marco era gentile e davanti ai problemi la calma era la sua forza. Non si abbandonava mai alla rabbia poiché, a suo avviso: “Le conseguenze della rabbia sono molto più gravi delle sue cause”. Egli vedeva nella filosofia l’unica strada perseguibile. Era sempre se stesso, anche nelle avversità. La sua grandezza derivava anche dalla profonda conoscenza e consapevolezza di sé. Venne nominato l’imperatore-filosofo, cercava la verità per tendere al benessere psicofisico. Marco Aurelio è stato un grande leader che a distanza di anni ancora insegna. Bill Clinton ha dichiarato che “Meditazioni” di Marco Aurelio è nella lista dei suoi libri preferiti. E nello stesso libro Marco Aurelio scrive: “Quando ti alzi al mattino pensa a quale privilegio sia essere vivi, pensare, gioire, amare”.

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