Azimut, il wealth manager si racconta

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di Redazione 1 Dicembre 2021 | 11:17

Lo scorso luglio vi avevamo raccontato dell’ingresso in Azimut CM del wealth manager Patrizio Bariselli, professionista di grande esperienza proveniente da Credit Suisse Italia e specializzato nella consulenza ai grandi patrimoni.

Bariselli, 56 anni, è stato dal 2012 Team Leader e responsabile della sede di Brescia di Credit Suisse Italia e in precedenza partner di Banca Esperia dove nel 2003, un anno dopo il suo arrivo, ha organizzato l’apertura della sede di Brescia assumendone la responsabilità. Bariselli ha iniziato la sua carriera nel 1986 all’ufficio titoli Bipop Carire a Brescia, inizialmente come addetto titoli borsino di sede e, dal 1997 fino al 2002, come responsabile del Private Banking del gruppo.

Bariselli è operativo nella macro area 2 (Lombardia – Liguria) coordinata dal Managing Director e Amministratore Delegato di Area, Oliviero Pulcini, e ha l’ufficio a Brescia. Bluerating lo ha contattato in esclusiva per sapere come sta andando questa nuova avventura e per avere un parere sulle nuove frontiere del wealth management

Lo scorso luglio è entrato a fare parte della squadra di Azimut. Come sta andando questa avventura?

Piu che avventura , scelta professionale. Scelta che sta proseguendo molto bene.

Ho completato la fase di ambientamento dovuta come sempre in queste circostanze  all’impatto legato al cambiamento delle proprie abitudini e all’immergersi in nuove esperienze. Direi che Azimut aiuta : ho trovato un clima estremamente  accogliente e   allo stesso tempo molto effervescente  e pieno di stimoli. 

Lei è un wealth manager e proprio Azimut è stata recentemente premiata ai Bluerating Awards come miglior servizio private & wm. Quali pensa siano i fattori vincenti di questo tipo di proposta di consulenza da parte di Azimut?

I fattori vincenti di questo tipo di consulenza sono senza dubbio :  Indipendenza ed  Innovazione. Il posizionamento di Azimut come realtà indipendente e slegata dai consueti gruppi bancari permette una simbiosi perfetta per la  proposizione di scelte innovative e capaci di osare, andare oltre .

Da operatore del settore, come sta a suo avviso cambiando il mercato della consulenza finanziaria negli ultimi anni, in particolare quello dedicato ai grandi patrimoni?

La consulenza finanziaria in questi ultimi anni ha subito una serie di rilevanti ed epocali mutamenti, a partire dall’avvento della Mifid nel 2007 e nel 2018 con la Mifid II.  Tutti le istituzioni sono state impattate e di conseguenza anche i consulenti hanno dovuto adeguarsi. A questo si è aggiunto la straordinarietà della continua discesa dei tassi , fino a  diventare tutt’ora addirittura negativi. Il mix ha obbligato il consulente a trasformarsi da abile commerciale a vero professionista,  con caratteristiche sempre più votate al soddisfacimento dei bisogni del cliente. Chi non è stato in grado agganciarsi a questi cambiamenti ha seriamente compromesso la propria professione mettendo a repentaglio la propria  risorsa più preziosa: il rapporto con il cliente .

Ecco perché in un contesto così sfidante il mercato impone un approccio competente e professionale, unito alla proposizione di nuove forme d’investimento da un lato e dall’altro all’attenzione delle  tematiche sostenibili  (transizione energetica ed ecologica , nuove tecnologie) , molto sentite dalle nuove generazioni.

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