Consob, malumori interni

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di Redazione 13 Dicembre 2021 | 12:18
La riflessione apparsa su Affari e Finanza parte dall’anomalo richiamo d’attenzione sul Leone di Trieste, a opera di Caltagirone. Richiamo che è stato approvato con una maggioranza tre contro due, una divisione già verificatasi all’interno della vigilanza che è però segnale di malumori interni.

L’ultimo inciampo pubblico risale a quando Paolo Savona ha scritto una lettera (privata, ma diventata pubblica per poche ore e per errore) indirizzata all’amico ed economista Marco Vitale, nella sua veste di promotore dell’associazione per l’autonomia e l’indipendenza della Popolare di Sondrio.  “Nella lettera Savona ricordava che «quando la qualità si disgiunge dalla quantità (il voto), la democrazia entra in crisi ed emergono i sintomi latenti della dittatura, come quella nella quale viviamo ai giorni nostri», rifacendosi alla dottrina di Tocqueville; aggiungendo poi che si trattava di un dibattito teorico e sottolineando che erano «idee liberali, che sorprendono solo chi libero non è»”, scrive l’inserto.

Non è certo l’unica occasione in cui l’economista, pluri-ministro della Repubblica e attuale presidente della Consob, ha suscitato clamore. Compresa l’interpretazione “esuberante” del suo mandato, nelle sue Relazioni sull’attività della Consob – nel consueto incontro con la comunità finanziaria – in cui spesso ha affrontato temi di politica economica, debito pubblico (compresa la proposta di emettere bond irredimibili, come ai tempi di guerra), stabilità monetaria.
Dalla Consob non trapela nulla anche su un’altra circostanza, scrive l’inserto: la nomina di un direttore generale. La carica da oltre un anno è retta ad interim dalla vice, Tiziana Togna. Ma sembra che non più tardi di un mese fa sia stata prospettata la nomina di un nuovo responsabile. Tra i nomi che circolano c’è quello di Salvatore Providenti, ex capo della Consulenza legale Consob fino all’aprile 2019 e attualmente partner dello studio Carbonetti: sembrerebbe godere della fiducia di Savona, ma la candidatura probabilmente è ancora allo stadio di ipotesi. Certo che a seguire le cronache della Commissione, sembra sempre più difficile trovare manager e soprattutto trattenerli: in pochissimo tempo, ai vertici della Consob sono passati come meteore Mauro Nori, durato nella carica di direttore generale esattamente un anno (dal settembre 2019 al settembre 2020) e Carlo Deodato, segretario generale dal 4 aprile 2019 al 15 settembre 2020.

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