Consulenza, sprint vincente per le big five

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di Gianluigi Raimondi 16 Dicembre 2021 | 09:50

L’industria del risparmio gestito marcia ancora a pieno ritmo in Italia. A dimostrarlo sono i risultati dei primi nove mesi dell’esercizio in corso dei big del settore che in molti casi hanno registrato numeri record con incrementi a doppia cifra. A cominciare dalle società del comparto quotate a Piazza Affari che continuano in media a battere il mercato generale di riferimento, già di per sé in rally. Le cifre, in tal senso parlano chiaro: in media, negli ultimi 12 mesi (dati aggiornati a metà novembre) Azimut, Banca Generali, Banca Mediolanum e FinecoBank hanno messo a segno un rialzo total return (ossia comprensivo dei dividendi) calcolato a metà novembre del 53% contro un’ analoga performance nello stesso periodo dell’indice Ftse Mib limitata al 36%. Ma vediamo di seguito nel dettaglio, caso per caso, come sono andate le ultime trimestrali.

Profitti mai visti
Il gruppo Azimut ha archiviato i primi nove mesi del 2021 con un record storico per l’utile netto consolidato, pari a 322 milioni di euro, il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2020 e in anticipo sul target fornito dal management per l’intero esercizio in corso. I ricavi consolidati sono poi cresciuti a 866,3 milioni rispetto ai 728,5 milioni dei primi nove mesi dello scorso anno. E un altro record è stato poi quello relativo alle masse del gruppo, salite a 80,6 miliardi di euro a fine ottobre. La raccolta netta totale nei primi nove mesi dell’anno è stata nel dettaglio pari a 15,3 miliardi (16,4 miliardi a fine ottobre), di cui quasi due miliardi fanno riferimento alla raccolta nel segmento dei private market, che ha rappresentato quasi il 50% della raccolta in fondi del gruppo da inizio 2021. In forte crescita anche il business internazionale che a oggi rappresenta il 39% del patrimonio complessivo di Azimut. Ancora, la posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2021 risultava positiva per circa 121 milioni, in deciso miglioramento rispetto ai 58 milioni di fine giugno. Positiva inoltre l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha registrato 118 nuovi ingressi (123 a fine ottobre), portando il totale a fine settembre a 1.852 unità. Il cda ha in aggiunta approvato la nuova politica di dividendo per il periodo 2021-2024, fissando un payout sull’utile netto ricorrente tra il 50%-70%, determinato annualmente a seconda di eventuali operazioni di M&A. “Questi risultati di eccellenza”, ha commentato Gabriele Blei, amministratore delegato di Azimut, “dimostrano la solidità e l’efficienza del nostro modello di business che è da sempre fortemente incentrato sui clienti, i quali da inizio anno beneficiano di una performance media ponderata netta vicina al +7% (+17% dall’inizio del 2019). Proseguiamo anche nell’innovazione di prodotto in particolar modo nel segmento dei private markets, le cui masse totali a livello di gruppo raggiungono ora i 4 miliardi di euro. Lo straordinario lavoro della nostra rete di consulenti finanziari ci consentirà entro fine anno di consolidare l’attività di raccolta nei prodotti di economia reale, portando il peso della stessa sul totale delle masse gestite oltre l’8%”. La performance a un anno (calcolata a metà novembre) total return a Piazza Affari del titolo sfiora un rialzo del 70% e vanta, secondo le rilevazioni di Bloomberg, un rendimento del dividendo del 3,6%. Per quanto riguarda le raccomandazioni degli analisti, per Intesa Sanpaolo Azimut vale un add con prezzo obiettivo di 26,10 euro, per Mediobanca vale un neutral con target price di 27,50 euro e per Equita è hold con fair value di 25 euro.

Target battuti
“Battuti i target dell’attuale piano, a inizio 2022 nuovo il business plan”. Queste le parole che hanno inaugurato il terzo trimestre di Banca Generali, il cui cda ha di recente approvato i conti a nove mesi che registrano un utile netto record “che beneficia della crescita dimensionale e della scalabilità operativa”, raggiungendo i 270,9 milioni di euro (+38% rispetto alo stesso periodo del precedente esercizio). I ricavi totali sono stati pari a 612,9 milioni (+37%) e le masse totali sono balzate a 82,1 miliardi (+17%). Il board, inoltre, ha approvato il pagamento del primo dividendo a valere sugli utili 2019/20 con una la cedola di 2,7 euro per azione (staccata il 22 novembre). Tutto ciò a fronte, sul lato patrimoniale, di un CET1 ratio al 15,2% e di un TCR ratio al 16,4%. Per quanto riguarda l’evoluzione della gestione, “il superamento di tutti i più ambiziosi target del piano triennale proietta la società verso le rinnovate sfide del nuovo piano 2022-2024 che verrà presentato alla comunità finanziaria all’inizio del prossimo anno. Nel frattempo l’istituto guarda con grande fiducia all’ultima parte dell’anno”, ha affermato il management. La performance comprensiva dei dividendi del titolo a 12 mesi sul listino di Borsa Italiana è del 57% circa (calcolato a metà novembre) con il dividend yield del 2,8%. Banca Generali è giudicata neutral da Banca Akros con target di 40 euro, raccomandazione hold per Equita con obiettivo di 38 euro.

Sopra i cento miliardi
Banca Mediolanum ha chiuso i primi nove mesi dell’esercizio in corso con un utile netto di 376 milioni di euro, in rialzo del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le masse ammininistrate sono poi cresciute a 104 miliardi di euro (+19%) grazie, afferma il management, al determinante contributo della raccolta netta totale e al positivo andamento dei mercati e gli impieghi alla clientela sono pari a 13,76 miliardi di euro (19%). Il Common Equity Tier 1 Ration è ora pari al 20,4% e l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale crediti è pari allo 0,76%. L’acconto sul dividendo 2021 è di 0,23 euro per azione. “Alla base dei risultati straordinari presentati”, ha commentato l’amministratore delegato Massimo Doris, “vi è il valore strutturale del nostro modello strategico quanto mai attuale e aderente alla realtà dei giorni che viviamo. Tramite i nostri Family Banker ogni giorno diamo infatti risposte concrete a tutti i bisogni finanziari dei nostri clienti e siamo per loro un riferimento ancor più prezioso dinanzi all’incertezza dello scenario attuale caratterizzato da tassi negativi e dal rincaro prezzi e la conseguente necessità di proteggere e mantenere i propri stili di vita. Attraverso la nostra proposizione, siamo poi in grado di fornire un servizio bancario efficiente e istantaneo, ovvero pienamente in linea con i bisogni e i canoni dell’epoca digitale in cui viviamo. In termini di numeri, voglio in questa sede evidenziare la crescita delle masse amministrate sino alla cifra di 104 miliardi di euro: quel che più è significativo è che questo ulteriore incremento di due miliardi nell’ultimo trimestre è riconducibile interamente a flussi positivi e crescenti di raccolta netta. Ricordo poi l’attivo della banca, ormai stabilmente oltre la soglia dei trenta miliardi, motivo per il quale, da gennaio 2022 entreremo nel novero delle banche significative in Europa e saremo pertanto vigilati direttamente da Bce.” La performance total return a 12 mesi (sempre calcolata a metà novembre) è pari al 41% circa e il rendiemnto del dividendo è pari al 2,5%. Banca Mediolanum vale un buy per Intesa Sanpaolo ed Equita con fair value rispettivamente di 9,50 euro e 10 euro, un outperform per Intermonte con target di 10,50 euro, un accumualte per Banca Akros con obiettivo di 9,50 euro.

Gestito con il turbo
FinecoBank ha archiviato i primi nove mesi dell’esercizio in corso con ricavi di 596,9 milioni di euro in crescita del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 grazie al crescente contributo di Fineco Asset Management, alla crescita dei volumi del risparmio gestito e ai maggiori margini netti sul gestito e un utile netto record di 257,2 milioni di euro (+4,4%) nonostante i maggiori contributi sistemici. I total financial asset sono poi cresciuti del 21,8% a 103,6 miliardi, grazie, si legge nella nota dell’istituto, al contributo di una raccolta netta di grande qualità e pari a 7,9 miliardi di euro (+23,8%). La raccolta del risparmio gestito si attesta poi a 5,4 miliardi di euro rispetto ai 2,6 miliardi dei primi nove mesi del 2020 e le masse gestite di Fineco AM sono ora pari a 21,6 miliardi, di cui 13,9 relativi a classi retail (+47,2% su base annua). Cresce poi del 30,7% su base annua il numero dei nuovi clienti acquisiti, pari a 86.938 clienti. “Chiudiamo i primi nove mesi dell’anno con risultati in forte crescita, che confermano la solidità della banca e ancora una volta la forza del modello di business ben diversificato e sostenibile”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Foti. “In un contesto che vede proseguire l’accelerazione della digitalizzazione in tutti gli ambiti della società, il dna tecnologico che dalla sua nascita contraddistingue Fineco pone la nostra piattaforma integrata in una situazione ideale per offrire la risposta più efficace a una clientela sempre più interessata a investire. Infine, i dati di raccolta di ottobre proseguono il trend di crescita robusta con un grande slancio del risparmio gestito, evidenziando la capacità dei nostri professionisti di incontrare le esigenze di pianificazione dei clienti con soluzioni evolute e innovative”. A 12 mesi la performance, calcolata come per i precedenti titoli, sfiora un rialzo del 44% e il rendiemnto del dividendo supera di poco il 3%. Finecobank vale un buy per Equita con target di 18,50 euro, un hold per Intesa Sanpaolo con obiettivo di 15,80 euro, un neutral per Banca Akors con fair value di 16,50 euro, un equal weight con obiettivo di 16 euro e un outperform per Intermonte con target di 18 euro.

Il plus della consulenza
Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, la divisione private banking del gruppo Intesa Sanpaolo, che si focalizza principalmente sui segmenti di clientela private e High Net Worth Individuals ha archiviato i primi nove mesi 2021 con proventi operativi netti per 1.781 milioni di euro, in rialzo dell’8,8% rispetto ai primi nove mesi 2020, e pari a circa l’11% dei proventi operativi netti consolidati del gruppo (11% anche nei primi nove mesi 2020). I costi operativi sono ammontati a 652 milioni, in ascesa del 2,2%, ma il risultato della gestione operativa è stato 1.129 milioni (+13%). Il cost/income ratio è del 36,6% rispetto al 39% dei primi nove mesi 2020 e l’ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette è di 28 milioni, rispetto a 57 milioni precedenti. Ancora, il risultato corrente lordo è stato pari a 1.295 milioni, in crescita dai 948 milioni dei primi nove mesi 2020 e il risultato netto è stato di 882 milioni, rispetto ai 635 milioni precedenti. L’analisi per aggregati evidenzia come la componente di risparmio gestito sia risultata pari a 213,6 miliardi (197,2 miliardi a fine 2020, +8%), pari al 65% delle masse amministrate. Nei primi nove mesi del 2021 l’attività delle reti distributive ha registrato la migliore performance commerciale di sempre, realizzando una raccolta netta di oltre 11,9 miliardi, in crescita del 35% rispetto all’analogo periodo del 2020. L’analisi delle componenti mostra come la raccolta netta di risparmio gestito, pari a 8,5 miliardi, sia risultata in fortissima crescita (+5,6 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Ciò è stato possibile anche grazie all’attività dei private banker del gruppo che hanno orientato i flussi di risparmio della clientela verso prodotti a più elevato contenuto consulenziale. La raccolta netta di risparmio amministrato è risultata pari a circa 3,5 miliardi (6 miliardi nei primi nove mesi del 2020). Al 30 settembre 2021 la struttura distributiva del gruppo Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking si avvaleva di 6.626 private banker, con un portafoglio medio pro-capite di 50 milioni. “I risultati presentati oggi testimoniano, ancora una volta, il grande lavoro svolto: raggiungiamo infatti il nuovo massimo storico di oltre 330 miliardi di euro di masse amministrate, confermandoci la prima private bank del Paese e tra le prime in Europa”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Tommaso Corcos, “con una raccolta netta di oltre 11,9 miliardi in questi primi nove mesi dell’anno, registriamo la miglior performance di sempre. A quest’ultimo risultato ha contribuito l’importante componente del risparmio gestito, grazie all’attività dei nostri professionisti capaci di orientare i risparmiatori verso prodotti e servizi a elevato contenuto strategico, proponendo una gestione equilibrata dei loro patrimoni. La nostra solidità patrimoniale, inoltre, si conferma ampiamente al di sopra dei requisiti normativi richiesti.

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