Banca Generali, ecco spiegato il successo della consulenza

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di Redazione 19 Gennaio 2022 | 10:41

Pubblichiamo di seguito un interessante approfondimento pubblicato su LinkedIn da Gian Maria Mossa, ad e dg di Banca Generali, dal titolo “Postumanesimo e Risparmio: il successo della consulenza”

Ci lasciamo alle spalle il miglior anno di sempre per chi fa il nostro lavoro: prendersi cura del risparmio delle famiglie.

I numeri di Banca Generali così come dei maggiori operatori del settore (raccolti negli aggregati di Assoreti) parlano da soli. La ripresa economica ha trainato quella finanziaria sui mercati, anche se non sono mancate le criticità. Alla persistente incertezza della pandemia si sono infatti aggiunte variabili come le strozzature produttive, le dinamiche ad elastico della domanda a seconda del timing della pandemia, il caro-energia/materie prime e non ultima l’inflazione. La corsa dei prezzi rappresenta una minaccia che ci coinvolge e preoccupa tutti; una variabile che rischia non solo di erodere il potere d’acquisto, soprattutto nei redditi più bassi, aggravando le diseguaglianze sociali, ma anche di interrompere quel circuito di fiducia virtuoso finanza-imprese ben supportato dalla politica economica di governi e banche centrali.

Il #Covid19 ha congelato nei conti degli italiani oltre 250 miliardi in più nei quasi due anni dall’inizio dei contagi portando la cifra complessiva al livello “monster” di circa 1800 miliardi. E con gli attuali livelli di inflazione lasciare parcheggiati i soldi per lungo periodo rischia solo di danneggiare il risparmio accumulato. L’incertezza e le preoccupazioni sulla pandemia e sulla solidità della ripresa, unita alla lunga fase di tassi a zero, hanno innescato questa reticenza al flusso produttivo degli investimenti nella maggior parte delle famiglie, esponendoli non solo ai rischi impliciti indotti dalla risalita dei prezzi, ma soprattutto privandoli delle opportunità che i mercati hanno distribuito in questo biennio.

Lo stesso non si può dire per tutti coloro che hanno scelto di farsi accompagnare da professionisti nella cura dei risparmi e nella protezione degli investimenti. I dati di raccolta delle reti confermano questo trend, con i fondi e le soluzioni gestite in evidenza per tutto l’arco del 2021, fino a punte del 97% di nuovi flussi totali per il mese di dicembre. La salita delle masse e le analisi sulle performance medie positive, negli ultimi 12 mesi così come nel medio-lungo periodo, testimoniano la qualità di questo percorso. Un percorso fatto di competenze, di innovazione, ma soprattutto di persone.

Nella prima fase della pandemia e della crisi il digitale è stato l’elemento che è emerso con forza. Uno strumento sempre più preponderante nelle nostre vite che ci ha permesso di rimanere connessi. Per alcuni è stato però anche un modo per avvicinarsi agli investimenti in modalità diretta, senza filtri e spesso anche senza controllo, un po’ come se la disponibilità di tecnologia permettesse, all’improvviso, di assumere competenze tecnico specialistiche su una materia molto complessa anche per gli addetti ai lavori. Questa situazione viene spesso paragonata ai rischi che la tecnologia come fine e non come mezzo porta in settori ancora più delicati come ad esempio quello della salute. Il cellulare diventa il consulente medico, finanziario e chissà cos’altro.

Credo che occorra ribadire con forza che il digitale rappresenta una delle rivoluzioni più importanti della nostra storia perché inclusivo, accessibile e “democratico”, ma è altresì importante sottolineare come questo ruolo sia funzionale alle capacità, competenze e agli obiettivi delle persone. Siamo nel cosiddetto postumanesimo, dove la tecnologia consente di sviluppare il progresso scientifico integrando e potenziando le opportunità.

Nel risparmio le reti riflettono al meglio il valore della centralità della persona che grazie al contributo del digitale riesce a raggiungere una nuova dimensione del servizio, a vantaggio della relazione, della pianificazione dei bisogni e dei progetti di vita dei clienti. La sfida del domani diventa quella di allargare a sempre più famiglie l’accesso a questo universo di competenze e soluzioni per uno sviluppo sempre più inclusivo e sostenibile a beneficio di tutti.

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