Generali: pericolo russo scampato

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di Andrea Giacobino 4 Marzo 2022 | 07:38
Il Leone congela gli asset nel paese in guerra. Ma lo scorso anno Caltagirone e Del Vecchio avevano fermato l’acquisto di RESO-Garantia. E Sarkozy…

Assicurazioni Generali guidata da Philippe Donnet (nella foto) ha annunciato ieri sera che, a seguito del conflitto Russia-Ucraina, chiuderà il proprio ufficio di rappresentanza a Mosca, lascerà gli incarichi ricoperti nel board della compagnia assicurativa russa Ingosstrakh (di cui detiene una quota di minoranza del 38,5%) e che la controllata Europ Assistance, che opera nel paese, chiuderà la propria attività. Per quanto riguarda gli investimenti finanziari e il business assicurativo, la compagnia assicurativa triestina “sta valutando costantemente la propria marginale esposizione sul mercato russo ed è conforme al rispetto di tutte le sanzioni che potrebbero essere applicate”. Il Leone di Trieste secondo il Financial Timesnon intende comunque, per ora, vendere quel 38,5% ma tre suoi consiglieri si dimetteranno, tra i quali Paolo Scaroni e ceo Eni e oggi vicepresidente di Rothschild.

Esattamente lo scorso anno, però, il gruppo assicurativo aveva sul piatto svariate operazioni in relazione proprio alla Russia. Una di queste riguardava un target del valore di 2 miliardi di euro, con candidati tre nomi principalmente: Vtb InsuranceRESO-Garantia (con una quota di mercato del 9% nei danni) e Rosgosstrakh. (vedi notizia https://www.bluerating.com/fondi-e-polizze/692014/generali-prepara-la-campagna-di-russia)

RESO-Garantia è una compagnia fondata nel ’91 dalla famiglia Sarkisov e di cui Axa detiene il 38%. Il dossier, secondo indiscrezioni, vedeva in un ruolo anche Nicolas Sarkozy, ex presidente francese e già “special advisor” della compagnia RESO-Garantia.

A quanto risulta il dossier, portato tre volte nel comitato investimenti del Leone, fu bloccato dal consigliere Romolo Bardin, espressione di Leonardo Del Vecchio e dal vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone, entrambi recentemente usciti dal consiglio. Non prima, quindi di aver evitato a Generali di fare un’acquisizione in Russia che oggi si sarebbe rivelata un boomerang portando l’esposizione su quel mercato a non essere più così “marginale”.

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