Il consulente mi piace, ma meglio mio cugino

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di Andrea Giacobino 7 Marzo 2022 | 10:21

Nel 2021, secondo l’ultimo rapporto Consob sulle scelte d’investimento dei nostri connazionali, è aumentata la percentuale di famiglie italiane che cerca il supporto di un professionista per le proprie scelte d’investimento (28% contro 17% nel 2019). È diminuita, invece, la quota dei decisori finanziari che prediligono gestire autonomamente gli investimenti (31% contro 42% nel 2019), mentre l’informal advice (ossia l’affidamento a parenti/ amici/colleghi) rimane lo stile d’investimento più diffuso (37%). Tra gli investitori che ricercano il supporto di un professionista è più frequente, rispetto a quanti adottano altri stili d’investimento, il possesso di fondi comuni d’investimento, gestioni patrimoniali, azioni quotate e prodotti assicurativi. Nell’ambito della componente longitudinale degli investitori riferita agli anni 2019-2021, è possibile distinguere coloro che hanno ricercato il supporto del professionista solo dopo lo scoppio della crisi Covid-19 nel biennio 2020-2021 (new advisees) dagli investitori che si sono stabilmente affidati a un professionista nei tre anni considerati (panel advisees). In particolare, i new advisees si caratterizzano in media per un livello più basso di alfabetizzazione rispetto ai panel advisees (la quota di individui con un punteggio di financial knowledge superiore alla mediana è rispettivamente il 64% e l’80%), sebbene caratterizzati più di frequente da competenze digitali elevate (70% a fronte del 65%). La conoscenza degli investimenti sostenibili è più diffusa tra quanti hanno un rapporto consolidato con il consulente (48% a fronte del 16% nel gruppo dei new advisees).

Con riguardo all’interazione consulente-cliente, lo scorso anno è aumentata la quota degli investitori che riferiscono di aver avuto un contatto su iniziativa del proprio professionista (39% dal 29% nel 2020), mentre è diminuita la percentuale di quanti dichiarano di averlo richiesto (28% dal 35% nel 2020). Le interazioni sono finalizzate al controllo dell’andamento degli investimenti e al ribilanciamento del portafoglio rispetto alla congiuntura del mercato. Tutto bene, quindi? Non proprio. Alla luce dell’attuale contesto economico, infatti, oltre il 36% degli intervistati non sa come impiegare le proprie disponibilità, secondo i dati dell’Osservatorio Consob contenuti nel Rapporto, rilevati a giugno 2021 sulla base di un questionario elaborato dalla Commissione e somministrato da GfK Italia a un campione di circa 2.700 individui, rappresentativi della popolazione dei decisori finanziari italiani. Infine il 28% degli italiani, secondo il Rapporto, utilizza servizi finanziari online più di quanto facesse prima della pandemia.

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