Generali, conto alla rovescia per la presentazione della lista di Caltagirone

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di Viola Sturaro 10 Marzo 2022 | 10:24

Conto alla rovescia per la presentazione della lista Generali da parte del gruppo Caltagirone, chiamata anche a rinnovare il consiglio. Come si legge sulle pagine del Sole 24 Ore, pare che il socio forte di Trieste voglia contrapporre alla proposta del board un numero di candidati completo, quindi con un presidente e un ad alternativi a quelli selezionati dal Leone.

Il cda di Generali si prepara però a dare il via libera in anticipo anche al proprio elenco di nomi, probabilmente in occasione del consiglio del 14 marzo, e che dovrà anche approvare i conti del 2021.

Agli otto profili conosciuti (Donnet, Sironi, Rebecchini, Potchler, Pelliccioli, Moriani, Falsarone e Torchia), il gruppo Caltagirone vorrebbe rispondere con 13 profili alternativi. Come presidente si fanno i nomi di Balbinot, Costamagna e Riesco, mentre come ad si parla di Morelli e De Giorgi. Successivamente, toccherà anche ad Assogestioni svelare i suoi candidati.

I soci potranno quindi scegliere tra 3 differenti liste. L’esito però pare essere tutto meno che scontato, con il 6% delle Generali, fatto dal 4,42% del Leone preso in prestito da Mediobanca e dal pacchetto in mano al gruppo De Agostini.

L’international Securities Lending Association (Isla) ha messo nel mirino l’operazione che garantirà alla banca una presa maggiore sulle Generali. Appare però difficile che qualche authority possa intervenire in maniera risolutiva sul tema. Un altro elemento preoccupante è che il prestito di titoli scade una quindicina di giorni dopo l’assemblea. Ragion per cui Mediobanca, terminato il contratto, scenderà nuovamente al 13% del Leone. Se il fronte che sostiene la lista del consiglio dovesse vincere con meno di un 6% di scarto, appare difficile che i soci privati chiedano la convocazione di una nuova assemblea. Molto, comunque, dipenderà dalla quota che verrà effettivamente espressa dagli azionisti privati. Caltagirone, in primis, sarebbe accreditato come ormai prossimo al 10% di Trieste. Su questa quota si sarebbe coperto per circa il 20% con dei contratti di put&call legati alla performance del titolo.

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