Unicredit, si valuta l’addio alla Russia

A
A
A
di Viola Sturaro 16 Marzo 2022 | 11:25

Unicredit valuta seriamente l’ipotesi di abbandonare la Russia. Come riportato dal Sole 24 Ore, a dirlo è il numero uno della Banca – Andrea Orcei.

Unicredit rappresenta la 14esima Banca in Russia, e il suo non è un caso isolato. Altri istituti internazionali stanno valutando l’addio a Mosca, da Intesa Sanpaolo a Goldman Sachs, da JPMorgan Chase a Deutsche Bank. Nelle ultime ore, anche Credit Suisse ha ammesso di valutare questa ipotesi.

In ogni caso, c’è differenza tra la chiusura volontaria e immediata – come annunciato da Bp all’indomani dello scoppio della guerra – e la preparazione di un addio. Sono tanti, infatti, i fattori da valutare, primi tra tutti la disconnessione dai sistemi russi e l’impatto che tutto ciò avrebbe sui dipendenti e le imprese coinvolte. Si parla di 4mila collaboratori in loco, 15oo clienti corporate e circa 1250 aziende europee.

Dall’eventuale recupero delle esposizioni in caso di chiusura deriva poi la capacità di procedere al buyback promesso al mercato per il 2022: la banca, che ha confermato il dividendo cash da 1,2 miliardi anche in caso di azzeramento totale delle attività russe, potrebbe sostenere fino a 2,6 miliardi di buyback in caso di recupero del 40-50% delle esposizioni. Tolta la Russia, il piano di remunerazione da 16 miliardi in 4 anni promesso nell’ambito del piano industriale rimarrebbe in piedi? La banca sostiene di essere in grado di realizzarlo, anche se molto dipenderà dallo scenario macro.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X