Mps, il nuovo piano strizza l’occhio al “gioiello” Widiba

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di Redazione 19 Aprile 2022 | 10:12

La mossa del Crédit Agricole su BancoBpm (dove è entrato recentemente con una quota del 9,18%) ha riacceso indirettamente i fari sul futuro di Mps, considerata la vera partita finale del risiko bancario italiano. Come scrive Il Sole 24 Ore, dopo che lo scorso ottobre è sfumata la trattativa tra l’azionista Mef e UniCredit, il mercato si chiede quale sarà la destinazione ultima della banca senese, in un gioco a geometrie variabili che già chiama in causa Bper e Agricole-BancoBpm, i soggetti più papabili a rivestire il ruolo di partner in un futuro prossimo, senza mai escludere del tutto Unicredit, che tuttavia sembra più orientata all’estero.

Il piano di rilancio della banca è però un passaggio fondamentale in vista del futuro matrimonio. A tutto ciò sta lavorando il ceo Luigi Lovaglio, che punta a dare slancio alla banca sotto il profilo industriale e commerciale. Il mercato, ad ora, sta dando fiducia alla sua nomina. Il lavoro non appare comunque semplice e scontato, date le numerose incognite, nonostante la mappatura della banca per capirne i punti di forza e debolezza, in modo da stilare il nuovo piano industriale al 2026, che sarà presentato entro fine giugno. Da tracciare ora, sono e nuove linee guida e obiettivi, che siano solidi, credibili e ambiziosi. All’orizzonte infatti c’è una capitalizzazione che dovrà essere di mercato e il suo valore, oggi fissato a 2,5 miliari, è destinato a lievitare.

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