Consulenti: il futuro digitale del risparmio e il bisogno di consulenza

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di Redazione 13 Maggio 2022 | 11:13

Pubblichiamo di seguito un interessante post su LinkedIn a firma Gian Maria Mossa, ad e dg di Banca Generali.

Lo scorso 1 maggio, la partita Milan-Fiorentina è entrata a pieno diritto nella storia del calcio, segnando uno spartiacque tra passato e futuro del mondo del pallone. Il riferimento, ovviamente, non è all’esito della sfida, bensì al suo svolgimento. Per la prima volta, infatti, una partita di calcio è stata trasmessa in diretta sul metaverso. E, pur se limitata al solo mercato mediorientale e nordafricano, l’iniziativa è subito stata salutata come una vera e propria innovazione tecnologica dalla portata disruptive. I bassi costi e l’alta scalabilità di questo tipo di iniziative rende infatti molto probabile una futura esplosione di progetti simili nel mondo dello sport e non solo. La prima banca al mondo, l’americana JP Morgan, ha presentato nelle scorse settimane la prima filiale digitale nel metaverso all’interno di un centro commerciale virtuale “Decentraland” dove l’utente può interagire all’intero dei vari spazi. Si tratta di iniziative non solo sporadiche, ma frutto dell’interesse in un mercato stimato in mille miliardi di dollari nei prossimi anni.

Blockchain e smart contracts: il futuro della finanza

Sembra passato un secolo, eppure il cambiamento del mondo bancario e finanziario è iniziato “solo” una decina d’anni fa. La velocità di internet ha portato alla necessità di adozione di modelli fintech che rendono lo scenario sempre più competitivo poiché hanno anche la capacità di rispondere ai bisogni di una nuova fetta di clientela. La transizione verso modelli di Open Banking e Open Finance è avvenuta quindi in maniera naturale e, a sua volta, ha dato vita a nuove necessità di specializzazione che comprendano la digitalizzazione dei processi, l’analisi dei dati e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale. La rivoluzione portata dalla blockchain e dalle monete digitali ha rappresentato infine l’ultimo passo nell’evoluzione dei servizi finanziari del futuro. Sfruttare meccanismi come quelli della blockchain per dar vita agli smart contracts porta con sé diversi benefici al mondo finanziario. Il primo è quello potenzialmente di azzerare o quasi l’enorme burocrazia dei processi che, attraverso i contratti intelligenti, possono essere resi immediatamente dispositivi facendo leva sugli automatismi digitali. Il secondo aspetto è invece legato all’inclusione: attraverso la finanza decentralizzata è possibile offrire prodotti e servizi anche a quella fetta di popolazione che storicamente è esclusa da molti servizi finanziari e aprire a nuovi servizi e dinamiche di fidelizzazione.

L’euro digitale, tra realtà e utopia

La portata del cambiamento sopra descritto è enorme, ma troppo spesso viene confuso con il mero ambito delle criptovalute con le relative ombre regolatorie. Tante volte abbiamo letto di rischi e frodi da parte di criptopirati. Secondo una recente analisi di Chainanalysis specializzata nelle analisi sulla blockchain, e recentemente pubblicata anche sul Sole 24 Ore, le truffe nel primo trimestre del 2022 hanno riguardato per il 97% hackers che hanno attaccato le piattaforme DeFi, intaccando lo 0,6% degli asset detenuti. Ci sono poi altri due aspetti non trascurabili. Il primo e più immediato è quello del rischio di disintermediazione che corrono alcuni operatori importanti che potrebbero essere travolti da questo cambiamento. Il secondo è invece più sociale: a fronte dell’inclusione di nuove fasce di clientela, il sistema rischia di perderne un’altra, ovvero quella più matura e meno avvezza alla tecnologia. Una fascia di clientela che, generalmente, è anche la più facoltosa.

In ogni caso, la rivoluzione non può essere arrestata e di questo ne sono consapevoli ormai tutti. L’Unione Europea, ad esempio, ha recentemente aperto una consultazione pubblica per sondare il parere pubblico circa la possibile adozione di un euro digitale. È la stessa Ue a evidenziare i possibili vantaggi di questa soluzione. In una nota rilasciata sul proprio sito web, si legge che una eventuale adozione dell’euro digitale “potrebbe offrire soluzioni transfrontaliere per i pagamenti e la diffusione dei pagamenti istantanei, favorire l’innovazione e la concorrenza nelle transazioni e rafforzare l’autonomia strategica aperta dell’Ue, rispondendo alle nuove necessità relative ai pagamenti dell’industria 4.0″.

Nell’attesa che il progetto europeo prenda definitivamente forma, interessante sarà capire gli impatti a medio termine che avrà la decisione assunta da due Paesi economicamente meno strutturati come El Salvador e Repubblica Centrafricana che hanno adottato il Bitcoin come moneta ufficiale di stato.

Italia: tra voglia di digitale e bisogno di consulenza

Puntando invece i riflettori in casa nostra, la fotografia immediata rappresenta solo in maniera apparente la realtà. A fine 2021 il nostro Paese era ancora fanalino di coda negli investimenti e nell’avvio di nuovi progetti rispetto a Usa e agli altri grandi Paesi europei secondo l’osservatorio del Politecnico. Tuttavia si stanno moltiplicando le operazioni sugli Nft, smart contract, portando la blockchain oltre lo scambio peer-to-peer per raggiungere sempre più applicazioni e tracciare la nuova evoluzione di internet Web3. Di fronte a questo scenario molto dinamico ed effervescente è importante seguire l’evoluzione della tecnologia, soprattutto per chi ha scelto un approccio di Open Banking in grado di integrare servizi e piattaforme sempre più all’avanguardia, rapide e sicure nelle operazioni transazionali. Pensiamo ad esempio al mondo dei token digitali che potrebbero facilmente evolvere in strumenti sempre più simili e funzionali all’ambito dei pagamenti. In questo contesto il bisogno di consulenza diventa ancora più impellente. La tecnologia è transformational e non disruptive nel nostro mondo dei servizi finanziari. Ben venga l’innovazione che porti con sé semplificazione, valore ai dati, e miglioramento nell’esperienza e nel servizio bancario. Ma il ruolo del capitale umano, non solo nella comprensione e nella pianificazione dei bisogni del cliente, ma anche nell’accompagnamento a questa sfida verso la nuova frontiera del fintech, resta quanto mai centrale. Ci aspetta un percorso ricco di stimoli dove la consulenza avrà sempre più il forte vantaggio di presentarsi con la flessibilità e la prontezza alla ricezione di questi input d’innovazione, e la consapevolezza di essere custodi di quanto di più caro in ogni ambito transazionale: la fiducia.

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