Société Générale, un nuovo ceo e un monito all’Ue

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di Redazione 24 Maggio 2022 | 11:33

L’uscita dal mercato russo, la svolta al vertice della banca con la selezione di un nuovo ceo, i rischi (e le opportunità) per le banche derivanti dal rialzo dei tassi di interesse , le incertezze sull’approccio della Vigilanza Bce che rischia di frenare il credito all’economia. Sono i principali temi affrontati in una intervista, riportata da Il Sole 24 Ore, da Lorenzo Bini Smaghi, confermato presidente della banca francese Société Générale.

Aria di cambiamenti, però, per quanto riguarda la gestione operativa. Dopo quindici anni, infatti, l’attuale Ceo Frederick Oudea lascerà la poltrona alla scadenza del mandato e uscirà dal gruppo. Dal 2023 SocGen avrà perciò un nuovo ceo, che lavorerà in tandem con Bini Smaghi.

Socgen – che ha una capitalizzazione di Borsa di circa 20 miliardi di euro – è oggi una banca molto diversa e molto più solida di quella che rilevò Oudea dalle mani del suo predecessore, Daniel Bouton. La banca ha affrontato una complessa ristrutturazione e ha annunciato la cessione delle sue attività in Russia, accettano una perdita ad ora di 3,2 miliardi.

Con l’unione bancaria ancora da completare, Bini Smaghi da una valutazione delle ipotesi di accordo sulla garanzia unica dei prodotti: “Bisogna evitare gli errori del passato e non penalizzare la redditività delle banche europee. Il sistema di garanzia unica dei depositi non deve creare gli stessi problemi. Non è accettabile che venga escluso dal sistema bancario europeo oltre un terzo del sistema bancario tedesco, rappresentato dalle casse di risparmio”.

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