Essere consulente e blogger, oggi

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di Redazione 27 Maggio 2022 | 09:25

Bluerating intervista Maria Anna Pinturo, editorialista, consulente presso Credem con la qualifica di Wealth Planner e fondatrice del blog diversamentefinanza.com. 

Hai compiuto due anni di Blog. Cosa ha significato per te questa esperienza?

È stata ed è una esperienza vera, reale, che riguarda fatti che vivo e che mi riconducono a idee che ho maturato nel tempo. Il Blog l’ho voluto per questo motivo: dopo aver incontrato tanti clienti e vissuto esperienze a largo raggio nel settore finanziario, ho sentito l’esigenza di comunicarne il significato e soprattutto l’orientamento. Non avrei mai immaginato che a partire da qualche post (all’origine ne scrivevo massimo 1/2 a settimana) il blog sarebbe diventato come una seconda stanza per me… Come quella della consulenza finanziaria. Si parla tanto del Metaverso; be’ in un certo senso, quando scrivo per il Blog e pubblico, entro in una seconda mia dimensione. Che rimane molto collegata alla prima, quella delle consulenze effettuate ai miei clienti.

Come l’hai pensata e sviluppata?

Dico una frase sciocca. Fare ma soprattutto mantenere un Blog non è semplice. E io aggiungo, come sono solita ribattere a chi non mi conosce: e chi dice che mi piacciano le cose semplici? Appunto. Io penso che fare il consulente finanziario sia un affare complesso, come del resto buttarsi nel campo della comunicazione social. Allora perché complicarsi la vita? Perché ad un certo punto della mia esperienza personale e professionale, quando avevo già scelto di abbandonare la casacca da Direttore di Agenzia e intrapreso il percorso da professionista, ho capito che mi mancava qualcosa. Mi manca sempre qualcosa, come a tutti. Ma a me mancava “l’altra me”: quella che ama la realtà nelle sue espressioni letterarie e cinematografiche (da cui traggo costantemente spunto) e soprattutto ama scrivere. Amo comunicare il senso, affrontare il perché e soprattutto scatenare la discussione su quello che tutti dicono di sapere e magari non hanno mai compreso appieno, nel mondo finanziario. Quindi sul mio Blog cerco di parlare di finanza diversamente.

Fai tutto da sola?

No. Visto che tra il dire e il fare, come sappiamo, la distanza non è breve, ho dovuto trovare chi me lo costruisse e gestisse seguendo le mie idee e al contempo correggendomi strada facendo. Perché aprire un Blog può essere anche un grande rischio personale. Così è nata la mia “squadra” (perché la vivo come tale), rappresentata innanzitutto da Sabrina Rocchi (V Labs Srl e Maraveja Srl), mentore nonché musa ispiratrice del format del Blog; poi c’è Roberto Rossi, che segue con lei tutta la parte tecnica e di comunicazione e marketing, e alla fine, last but not least, arriva il tocco della mia editor, Gabriella Meroni, cui si deve sempre il rilascio finale dei miei pezzi. Mi è stato chiesto se io abbia un Ghost Writer. La risposta è no. Scrivo i pezzi da sola. Sono l’esito del mio lavoro di tutti i giorni.  Ma nessuno si salva da solo… e se non ci fossero i professionisti che vi ho citato non sarebbe il Blog che è. Quanto alle foto, il merito va a Chico de Luigi, che mi sa cogliere in espressioni diverse e non facili da ritrarre (mi sgrida sempre durante gli shooting, ma io non sono fatta per queste cose!)

Ora ci racconti come ti organizzi? Come fai a scrivere così tanto e a pubblicare anche in diverse forme, oltre che a collaborare con testate online (We Wealth, Bluerating) e cartacee (Millionaire, Economy), nonché a coinvolgere tanti professionisti del tuo settore ma anche del mondo economico in generale?

Quando leggo, guardo, o vivo qualcosa che mi sollecita uno spunto, lo scrivo ovunque mi trovi (non sono poche le volte in cui mi fermo con le doppie frecce a lato strada). Mi capita anche mentre mangio. E di solito mi viene anche in mente una scena di un film. Ecco fatto: sono tre le bozze che preparo durante la settimana e poi le metto a punto nel weekend, che non vivo proprio come tale… La collaborazione con altri professionisti viene di conseguenza come del resto le idee sulle rubriche del blog: Zona Franca, Intendiamoci, Finanza Pop e l’ultima nata Versus. Ognuna ha un obiettivo diverso, espresso dal titolo. Attraverso i collegamenti che si sono creati nel tempo, soprattutto grazie alle rubriche, sono nate nuove idee di ulteriori articoli e, ultimamente, di webinar che hanno messo a tema tutte le espressioni della finanza. Per quanto riguarda le collaborazioni con le testate sono stata contattata forse per la novità del blog o del modo in cui mi pongo. Ultima nata, la collaborazione con Economy, rivista collegata a IlSole24ore, per cui ho realizzato anche delle pillole video su YouTube.

Ora passiamo al tuo alter ego. Sei una consulente finanziaria?

Si confermo. Anzi, correggo: sono una patrimonialista. E a breve avrò l’onore di pubblicare anche su una rivista di settore dedicata, edita da Kleros, società specializzata nella consulenza patrimoniale.

Come stai vivendo l’attuale contesto geopolitico con i clienti?

Lo sto vivendo. E questo è per ma già una risposta. Non sono una consulente delicata e non sono una persona che censura le difficoltà, ma sono altrettanto netta nell’impostazione che occorre tenere in questo momento. Quando il mercato, fagocitato dall’inflazione ed esacerbato dalla guerra, scende, perché mancano chiarezza e orientamento, non bisogna fare caos ulteriore. Lo scenario attuale deve avere il tempo di dispiegarsi e cambiare. Ci eravamo abituati a lavorare con la bacchetta magica, in un mondo finanziario facilitato dalla liquidità, ma ora non più è così. Tuttavia la strada si farà chiara e la finanza troverà il nuovo equilibrio con l’aggiustamento dei prezzi e soprattutto dell’economia. Intendo l’economia reale, che negli ultimi anni è stata nascosta dalla massiva facilitazione in cui si è ritrovata. E così il mercato finanziario.

Quali consigli daresti ad un collega per gestire al meglio il periodo?

Stare fermi è banale. Stare. Non sottrarsi al ragionamento. Ritornare alle basi a spiegare ai clienti cosa succede quando si alzano i tassi, cosa vuol dire che quando si alzano i tassi le azioni scendono e così anche i bond, perché attualizzano. I clienti non conoscono la gran parte delle cose che leggono. E la maggiore confusione nasce da questo. Un cliente mi ha chiesto: mi spiega come mai le materie prime andavano così bene e ora stanno flettendo? Gli ho chiesto: scusi, lei sa che ci sono venti di rallentamento economico? Quindi se prima salivano per la crisi dovuta anche al conflitto, ora cominciano a registrare la crisi della domanda. E così via…

Riallacciandoci al conflitto tra Ucraina e Russia, la questione energetica è uno dei grandi temi emersi anche in ottica di portafoglio. Specie in riferimento al tema della sostenibilità . Quali ritieni siano le implicazioni in ottica ESG?

Il primo punto penso sia che l’ottica ESG non venga messa tra parentesi. Il che non è così scontato. La finanza sta vedendo da mesi la flessione degli asset di investimento sulla sostenibilità per una emergenza di sistema che ha portato a mettere davanti a tutto il conflitto e l’energia sporca, e ha fatto capire quanto ne siamo dipendenti. Quindi la speculazione finanziaria è andata a braccetto con tutte le tematiche che di ESG avevano ben poco. Allo stesso tempo però ha fatto emergere quanto la questione delle rinnovabili sia stata lasciata indietro. Questo sul fronte energetico. Ma con effetto domino ne hanno risentito anche i temi diversi ma collegati come Clima, Acqua, insomma, tutto quello che prima (pensiamo soprattutto al 2021) si era messo davanti a tutto, anche nei portafogli, perché era corrispondente a un obiettivo mondiale globale (agenda 2030, agenda 2050). E poi… poi è scoppiata la guerra e allora ubi maior… Ma è questa una delle miopie che la finanza dovrà risolvere nel breve, riaggiustando l’orientamento. Ritengo infatti che le questioni della sostenibilità non possono che essere prioritarie. Bisogna solo, anche qui, aspettare che il tempo riaggiusti l’orientamento, riportandolo sui temi reali, che non sono e non saranno mai quelli speculativi.

 

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