Azimut, una riflessione sui giovani

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di Redazione 24 Giugno 2022 | 11:38

Interessante riflessione su LinkedIn di Paolo Martini, ad e dg di Azimut Holding, relativa a un tema che è sempre più di attualità: stiamo parlando della tanto discussa poca propensione al sacrificio lavorativo. A tal proposito Martini porta la propria esperienza sul tema relativamente al mondo Azimut.

I giovani e la mancanza di “fame” sul lavoro.
Il covid ha stravolto le priorità.

Poche settimane fa abbiamo organizzato un assessment per figure dall’alto potenziale da inserire nell’area marketing/commerciale di Azimut con prospettive di forte crescita anche internazionale grazie alla nostra presenza in 19 Paesi nel mondo.

Dei 10 giovani neo laureati previsti, 5 ragazzi non si sono nemmeno presentati (2 di loro senza nemmeno avvertire) e in generale è stato molto difficile trovare persone che avessero voglia di confrontarsi, crescere, faticare e fare sacrifici.

Il nuovo equilibrio creato dal Covid ha reso ancor più fragili e poco motivati una generazione di giovani che pensano più ai loro diritti che ai loro doveri (in Italia sono oltre 3 milioni i giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione).

Le esigenze dei lavoratori sono state stravolte rispetto alla precedente generazione come dimostrano, ad esempio, le dimissioni di massa di 18 milioni di americani tra aprile e settembre 2021.

Non si tratta di una questione di soldi ma di qualcosa di molto più profondo. Se uniamo questa apatia generalizzata di molti giovani alla voglia estrema di work life balance con le nuove tecnologie che avanzano si crea un mix deflagrante che disegna un futuro molto poco roseo e allarmante.

Sono molto preoccupato per mio figlio Alessandro che oggi ha 10 anni. Per fortuna dicono che dal prossimo anno a Formentera riapriranno i Chringuito sulla spiaggia, aprirne uno resta il sogno di molte generazioni. Ma come insegna Il Milanese Imbruttito nel suo ultimo film occorre faticare anche lì🤗🤗.

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