Banche, un finanziamento-paracadute da 3,5 miliardi a favore del Fitd

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di Redazione 19 Luglio 2022 | 10:34

Una nuova richiesta di finanziamento da 3,5 miliardi di euro, i cui termini essenziali sono stati concordati con un pool di grandi banche italiane. Da fonte Equita, e secondo quanto riportato da Il Messaggero, sarebbe questa la richiesta del Fitd – Fondo interbancario di tutela dei depositi. Arranger dell’operazione, sempre secondo il quotidiano, sarebbero Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm.

Alle banche verrà chiesto il committment ad aprire il rubinetto nell’arco di tre anni. I 3,5 miliardi sono una linea di back-up, vale a dire di riserva da utilizzare semplicemente in caso emergenziale. Il nuovo prestito, da siglare in agosto, andrà a sostituire una precedente linea di back up concessa nel 2019 di importo inferiore, 2,5 miliardi.

I ticket per ciascuna delle tre banche arranger dovrebbero variare: Intesa dovrebbe coprire la fetta maggiore con 1,2 miliardi, Unicredit con circa 800 milioni e poco meno per Bpm. Dopo la decisione formale del consorzio privato delle banche, le tre capofila dovrebbero perfezionare gli accordi con gli altri sette istituti in modo da chiudere il cerchio. La nuova operazione è più alta in quanto deve tamponare la percentuale dei depositi protetti che in caso di bail-in di un istituto devono essere per legge rimborsati, ed essendo i depositi aumentati nel frattempo, il finanziamento dovrà salire da 2,5 a 3,5 miliardi.

Inoltre, secondo quanto riportato da La Stampa, i dettagli del nuovo scudo antiframmentazione della Bce potrebbero essere rimandati a settembre. Sarebbero infatti emerse differenze di vedute tra i diversi paesi dell’Unione Europea sulla gradualità e sugli obiettivi del nuovo meccanismo, così come sulle condizioni per la sua attivazione. Secondo l’articolo, una soluzione condivisa potrebbe essere rappresentata dal rispetto dell’agenda delle riforme europee come condizione necessaria per l’attivazione del meccanismo.

 

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