Enasarco, parte l’operazione verità di Mei

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di Redazione 1 Agosto 2022 | 12:57

Al via l’operazione verità. Da qualche mese dentro Enasarco è in corso una due diligence sul patrimonio dell’ente di previdenza degli agenti di commercio. Come scrive L’Economia de Il Corriere della Sera, sotto la lente dei consulenti di Pwc sono finiti sia gli immobili sia le partecipazioni finanziarie della fondazione del nuovo presidente Alfonsino Mei. A chiedere una verifica dettagliata è stato lo stesso Mei, per avere una mappatura puntuale del patrimonio immobiliare e mobiliare che vale complessivamente oltre 8 miliardi di euro.

“Si tratta di un’operazione verità – ha precisato Mei – e impone anche una seria discussione su alcune questioni critiche, come la nostra partecipazione in un istituto bancario”.
Il riferimento riguarda la partecipazione di Enasarco in Sator con una quota del 19%, per una presenza del 12% in Banca Profilo. “Bisogna stabilire quale decisione adottare su una partecipazione con queste caratteristiche, che nel frattempo ci ha obbligato a fare una serie di accantonamenti in bilancio” ha dichiarato il presidente.

L’obiettivo di Mei è mettere su solide basi il percorso di rinnovamento all’interno della fondazione, archiviando
la stagione di stallo che nel 2021 ha bloccato la sua nomina alla presidenza, per la definitiva vittoria della lista di
Mei all’inizio del 2022.
Tra le votazioni più delicate che attendono Mei c’è l’approvazione del bilancio 2021, archiviato con un avanzo economico di 187 milioni di euro, circa il triplo del valore del 2020. “Si tratta di una cattiva gestione che frutta  solo 37 milioni attraverso le partecipazioni finanziarie e le rendite immobiliari” ha commentato Mei. “In sintesi, il rendimento di un patrimonio di 8 miliardi si aggira intorno allo 0,5%. I restanti 130 milioni arrivano dai versamenti dei nostri iscritti, che nel periodo Covid hanno visto aumentare le provvigioni, con effetti positivi sulle entrate di Enasarco”.
Il dato sul rendimento dello 0,5% ha spinto Mei e il consiglio di amministrazione di Enasarco a ripensare il modello di investimenti da adottare, affidando un mandato a Cbre per svolgere un accertamento sul portafoglio immobiliare di Enasarco, che vale complessivamente 2,8 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi di immobili
posseduti direttamente dalla fonda zone e ulteriori 600 milioni di euro sotto forma di quote in fondi immo-
biliari. “Attraverso la fotografia del patrimonio può procedere ad una ristrutturazione del portafoglio di immobili detenuti finora. Una volta venduto l’intero patrimonio, l’obiettivo è reinvestire nel mercato immobiliare, rilevando una serie di beni e immobili cosidetti “trophy”, che garantiscano rendimenti più efficienti. Bisogna puntare su un progetto che riqualifichi e migliori la nostra presenza nel comparto immobiliare”.

I tempi dell’operazione potrebbero essere veloci: con le relazione già pronte, all’appello mancherebbe solo la due diligence di PWC, che dovrebbe essere consegnata ai vertici di Enasarco dopo l’estate. Entro la fine dell’anno, quindi, si potrebbero fissare le linee guida per un piano di dismissione a partire dal 2023. Il pacchetto real estate di Enasarco e destinato alla liquidazione conta circa 5.500 appartamenti con relative pertinenze, ubicati a Roma e provincia, Milano e provincia, Perugia, Taranto, Torino, Ancona, Bologna, Casalecchio di Reno e Palermo. Oltre ad appartamenti, la fondazione possiede 61 immobili cielo-terra, prevalentemente destinati ad uffici, ubicati a Roma (70%), Milano (15%), altre province (15%).
Tra i nuovi progetti di Mei c’è l’approvazione di un piano di rotazione dei dirigenti, applicando le linee guida dell’Anac con l’intenzione di contrastare i rischi di corruzione nella struttura. Tra gli obiettivi c’è anche l’individuazione di un nuovo chief financial officer che sovrintenda la riorganizzazione e revisione dell’assetto organizzativo, regolamentare e procedurale del processo riguardante l’impiego delle attività finanziarie della fondazione.
Tra gli obiettivi anche una più stretta interlocuzione con il governo, “per ritagliare a Enasarco un ruolo diretto nell’economia reale e a servizio di operazioni di sistema a fianco di amministrazioni pubbliche ed enti locali”.

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