Generali, l’ingresso di Marsaglia è ok. Cirinà non idoneo

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di Redazione 4 Agosto 2022 | 10:03

Il collegio sindacale delle Generali, come si evince dalla nota diffusa nella serata di ieri, dopo la richiesta d ella Consob si è espresso circa l’ingresso di Stefano Marsaglia nel consiglio di amministrazione – al posto di Francesco
Gaetano Caltagirone – e l’esclusione di Luciano Cirinà dalla lista dei potenziali candidati al ruolo. Entrambe le azioni sono risultate “legittime”.

Come riporta Il Sole 24 Ore, la nota ripercorre le fasi della procedura che hanno portato alla cooptazione di Marsaglia nel board della compagnia e finita nel mirino dei consiglieri di minoranza Marina Brogi e Flavio Cattaneo, in quanto ritenuta in contrasto con lo statuto del gruppo. In particolare, a loro giudizio, i consiglieri hanno espresso come “la deliberazione del consiglio di ritenere privo dei requisiti il dottor Cirinà e la conseguente deliberazione di non cooptare il medesimo violi lo Statuto e la normativa applicabile», sottolineando  che Cirinà sarebbe “privo dei requisiti per la carica in virtù di  iniziative unilaterali ancora sub judice adottate nei suoi confronti da Generali in risposta alla sua candidatura nella lista poi risultata di minoranza”.

La compagnia ha spiegato come il cda di Trieste abbia ritenuto l’ex manager del gruppo “privo dei requisiti
di idoneità, come previsto dalla Fit&Proper Policy”. Policy che viene applicata quando sussistono “gravi
misure disciplinari o amministrative inflitte a seguito di episodi di negligenza grave o comportamento
doloso”. Il riferimento sarebbe alla causa legale in corso tra le parti, nata dalla decisione del manager di entrare nella lista Caltagirone come candidato alternativo al ceo Philippe Donnet. Una scelta che ha fatto sì che venissero a mancare “i presupposti per l’instaurarsi di un rapporto fiduciario”. La stessa Ivass, auspica che nella valutazione dell’idoneità dei componenti del board si tenga conto delle politiche di Fit&Proper. Per questo, il collegio sindacale ha valutato il processo “adeguatamente strutturato e coerente con l’analisi
giuridica svolta e con le conclusioni raggiunte nei pareri pro veritate resi, ed è stato quindi positivamente valutato”.

Il collegio sindacale ha quindi messo il proprio sigillo, probabilmente non sufficiente a chiudere la questione, almeno agli occhi dei consiglieri di minoranza e dello stesso Cirinà.

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