Consulenti, i giovani vi vogliono “social”

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di Redazione 1 Settembre 2022 | 10:34

“Per gli zoomer le probabilità di ricorrere ai social per cercare consigli su come investire sono di ben cinque volte più elevate rispetto a quelle di un over 41″. Parola di Tim Tkachenko, cto e cofondatore di Qure, una app di investimenti pensata per i giovanissimi. “Gli influencer che condividono informazioni finanziarie sono una parte sempre più crescente dell’economia dei creatori di contenuti, con un mercato stimato di 104 miliardi di dollari” ha detto Tkachenko intervenendo al World Economic Forum.

Con il mondo che cambia e si evolve ad una velocità spesso difficile da gestire,  dunque, cercare il più possibile di stare al passo con i tempi – in qualsiasi ambito – diventa fondamentale. Con i social network ormai diventati parte integrante della nostra vita quotidiana e delle nostre giornate, nonché del nostro lavoro, non c’è da stupirsi se i più giovani (la cosiddetta Generazione Z) utilizza questi canali di comunicazione anche per trovare informazioni di carattere finanziario.

Questo sviluppo tecnologico se da un lato rappresenta un’occasione in più di lavoro e apprendimento, per chi non è del settore può essere anche un concreto rischio di truffa. Per chi è alle prime armi, infatti, può essere difficile distinguere un vero esperto da un ciarlatano, che con un aspetto curato, terminologie più o meno veritiere e un video di pochi minuti, spiega “metodi infallibili” per guadagnare grandi cifre sui mercati in poco tempo.

“Più della metà delle persone che hanno denunciato perdite a causa di truffe sugli investimenti nel 2021 hanno dichiarato che la truffa è iniziata sui social media” ha confermato Tkachenko. Il 37% delle perdite per frodi partite dai social media nel 2021 è costituito proprio da truffe sugli investimenti.

Purtroppo, da una ricerca realizzata da Vericast su un campione di 1.000 adulti americani, è emerso come le maggiori fonti di informazione finanziaria per i più giovani derivino per il 34% da TikTok e per il 33% da YouTube, mentre solo il 24% nella fascia d’età della Gen Z si rivolge a consulenti finanziari.

Per il co-fondatore di Qure, è più probabile i giovanissimi si fidino e utilizzino gli strumenti di investimento che funzionano come i loro social media preferiti. Una ulteriore conferma di quanto, per il mondo della consulenza finanziaria, sia necessario fare ancora una volta uno step tecnologico per raggiungere questa nuova fetta di mercato. “Le piattaforme devono rendere la loro funzione attraente per la prossima generazione di investitori e incorporare in modo proattivo funzioni progettate per costruire la fiducia, responsabilizzare i creatori di contenuti e proteggere i nuovi investitori dalle truffe”, ha concluso Tkachenko.

 

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