Risparmio gestito: la liquidità avanza ma le reti non perdono la fiducia

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di Redazione 15 Settembre 2022 | 11:21

Qui di seguito un interessante commento sull’attuale scenario del risparmio gestito elaborato dagli esperti di Fundstore

Nonostante il periodo critico che i mercati stanno attraversando, il bilancio per il settore dei fondi comuni di investimento si mantiene comunque positivo.

Le incognite sulla situazione politico-economica a livello macro preoccupano tutte le categorie di investitori. Al momento, per il terzo trimestre del 2022 si conta una raccolta di 42 miliardi, nonostante la dura chiusura a -866 milioni del trimestre precedente, in seguito a due battute d’arresto di maggio e giugno.

L’industria del risparmio gestito si compone per quasi il 50% del patrimonio complessivo rappresentato dai fondi comuni, di cui il 33% risulta allocato in prodotti obbligazionari mentre sale costantemente da tempo l’incidenza degli azionari, arrivati al 30,3%.

Nell’ultimo trimestre il trend di raccolta, in crescendo rispetto al 2021, si è invertito mostrando una flessione al ribasso.

Senza considerare il Covid, in Europa i rischi e la volatilità sui mercati, infatti, aumentano in seguito a guerra, inflazione, rincari delle materie prime e inversione a U delle politiche monetarie delle banche centrali.

Elementi che mettono a dura prova le aziende, i mercati finanziari ed i consumatori.

Ci sarà quindi da aspettarsi nei prossimi mesi autunnali che tutti gli attori del mercato, con particolare riferimento ai consumatori, manterranno un atteggiamento più cauto limitando le spese e aspettando di capire come potrà evolversi lo scenario macro prima di investire nuovamente. In funzione di questo, stando ai dati di Assoreti, l’associazione dei consulenti finanziari, cresce la liquidità nei portafogli dei clienti. Nonostante l’effetto svalutazione dovuto all’inflazione, attualmente molto forte, si privilegia la liquidità.

Alcuni tra i gestori delle maggiori reti italiane – come quelli diFideuram, Fineco e Credem – ritengono del tutto normale il comportamento dei Retailers e comunque restano fiduciosi visti gli ottimi risultati della raccolta negli ultimi due anni.

L’ammontare dei depositi sui conti correnti è in aumento, ma la progressiva riduzione del potere di acquisto potrebbe essere efficace, al contrario di come si potrebbe pensare, per spingere l’economia. Stimolando le famiglie a ripensare una possibile allocazione di liquidità.

La situazione è in continua evoluzione e il periodo è economicamente concitato in tutto il mondo finanziario. I mercati non riescono a stabilizzarsi dato il susseguirsi di eventi ad alto impatto economico.

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