Cari consulenti, non temete il cigno nero

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di Redazione 15 Settembre 2022 | 11:55

Articolo a cura di Maurizio Primanni

Difficile immaginare anni così problematici per la congiuntura economica sia nazionale che globale: dalla lunga e faticosa uscita della pandemia da Covid-19 (scoppiata nel 2019 a Wuhan in Cina) all’invasione della Ucraina da parte della Russia (iniziata il 24 febbraio 2022), dall’aumento del costo dell’energia a quello delle materie prime e dei trasporti, dai rischi di recessione all’inflazione. Quest’ultima in Italia, secondo le previsioni estive della Commissione europea, nel 2022 toccherà il 7,4%. Malgrado tali condizioni, le banche reti, quelle che aderiscono ad Assoreti, nei primi cinque mesi dell’anno (da gennaio a maggio, dati disponibili al momento della scrittura di questo articolo, n.d.r.), raccolgono 21,46 miliardi rispetto ai 56,87 complessivi del 2021, il che corrisponde al 37,7% del totale.

Tenuta sostanziale
Se linearizziamo l’esito, possiamo parlare di tenuta sostanziale: le reti, nonostante i cigni neri, dimostrano di avere stabilizzato la propria clientela. Tuttavia, gli eventi negativi degli ultimi due anni hanno conseguenze sul mix di prodotti. Sempre nei cinque primi mesi del 2022 la quota del risparmio gestito è pari a 8,78 miliardi (40,8% del totale) rispetto ai titoli (4,14 miliardi, 19,3% del totale) e alla liquidità (8,55 miliardi, 39,9%). Nel 2021 i dati erano stati: risparmio gestito: 41,21 miliardi (72,5% del totale); titoli: 2,07 miliardi (3,6%); liquidità: 11,92 (21,0%). Che cosa prevedere per la seconda parte dell’anno? Arduo ipotizzare una situazione peggiore di quella della prima. Le dimissioni del governo Draghi e le elezioni politiche anticipate del 25 settembre sembrano in via di metabolizzazione nel Paese e se esistevano rischi di aumento dello spread, la Bce ha subito approntato lo scudo del Tip (Transmission Protection Instrument). Credo che il livello di maturità delle reti consentirà alle stesse di ribadire, da luglio a dicembre, quanto conseguito da gennaio a maggio: una tenuta sostanziale sul 2021.

Effetto-metabolizzazione
Per quanto riguarda il risparmio gestito, possiamo supporre che quell’effetto metabolizzazione di cui abbiamo detto consentirà un recupero rispetto al risultato dei primi cinque mesi dell’anno: possiamo attendere che da luglio a dicembre la raccolta del gestito peserà il 50%-55% del totale rispetto al 37,5% dei primi sei mesi. I clienti aumenteranno? Sono convinto di sì circa le reti, organizzazioni intrinsecamente e strutturalmente più veloci nell’offrire prodotti innovativi che stimolano la raccolta; pensiamo ai conti depositi, prodotti sintetici o cosiddetti “bundle”, che declinano l’investimento in nodo graduale. La congiuntura negativa ridimensionerà invece il fenomeno della migrazione dei professionisti dalle banche commerciali, che non vorranno rinunciare alle sicurezze del posto fisso verso le reti. Con una eccezione: i giovani, motivati e in grado di mettersi in gioco.

 

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