Consulenti, quando la truffa irrompe nella disco music

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di Redazione 16 Settembre 2022 | 10:58

Una truffa internazionale irrompe nella disco music anni ’70. A farne le spese, presunte o tali, sembra esserci anche il produttore discografico, compositore e disc jockey italiano Giorgio Moroder. Ma andiamo con ordine.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, pare che “un consulente della banca svizzera Hottinger, tale Fabien G., abbia operato una truffa internazionale da 50 milioni di euro, per cui è già stato condannato”. Il primo a darne la notizia è stato il settimanale tedesco Die Zeit.

Tornando alla truffa, sembrerebbe che Fabien G. abbia spalmato la somma sottratta indebitamente tra amici e partner commerciali per farne così perdere le tracce. Tra questi, viene nominato anche il compositore gardenese e premio Oscar Giorgio Moroder, citato in giudizio dal fondatore di una start-up tedesca, Tilman Reißfelder, “affinché restituisca non solo i 2.2 milioni di euro, ma anche gli interessi”. La questione quindi ruota attorno alla cifra, che è solo una parte dei 50 milioni di euro dell’intera truffa.

La figura di Reißfelder entra in gioco in quanto aveva venduto a TripAdvisor una startup tedesca per 10 milioni di euro, poi versati sul conto corrente della Hottinger. Qualche mese dopo, a febbraio 2013, l’uomo si è però reso conto di avere sul conto “solo” 457.562,88. Insomma l’ormai famoso Fabien G. era entrato in possesso della cifra, per poi dividerla su altri conti. Grazie ad un investigatore assoldato da Reißfelder, è emerso come sui conti di Moroder alla National bank di Los Angeles, alla Credit Suisse di Zurigo e alla Raiffeisen di Castelrotto (da agosto 2010 a novembre 2012) sono stati versati un totale di 2.2 milioni di euro con causale “prestito”.

Lo scorso marzo il consulente finanziario è stato condannato in Svizzera a tre anni di reclusione. Davanti agli inquirenti elvetici Moroder aveva detto di essere stato “a sua volta vittima del consulente, e di essere stato convinto che i soldi fossero il legittimo frutto di investimenti”. Il compositore non ha restituito la somma – in gran parte già spesa- ed entro mercoledì prossimo le parti potranno depositare le loro memorie a Bolzano.

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