Reti, aspettando i botti di fine anno

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di Nicola Ronchetti 16 Settembre 2022 | 11:35

Una serie di fattori oggettivi e soggettivi ci fanno scommettere su un secondo semestre 2022 e quindi su una chiusura di anno con il botto per le reti dei consulenti finanziari. Partiamo dai fattori oggettivi. Il primo semestre del 2022, che può considerarsi a tutto titolo come un annus horribilis, ha visto il sistema delle reti reggere ai marosi innescati dalle crisi geopolitiche mondiali a cui si è aggiunta da ultima la caduta di uno dei pochi governi credibili della storia della nostra giovane repubblica.

Quota triplicata
Dati Assoreti alla mano, ben sette delle reti che fanno parte dell’associazione hanno registrato un saldo positivo in termini di consistenze patrimoniali rispetto all’anno precedente e nei momenti più volatili il calo non è mai stato superiore ai cinque punti percentuali. Se volgiamo lo sguardo agli ultimi quindici anni la quota di mercato delle reti è triplicata e il patrimonio gestito dalle reti è cresciuto passando dai meno di centocinquanta miliardi del 2007 agli oltre settecento miliardi di euro di fine 2021. Si tratta di un settore sano caratterizzato da una crescita organica consistente e che ha registrato risultati positivi soprattutto nel quinquennio 2016- 2021 caratterizzato da due eventi cruciali: l’entrata in vigore della Mifid 2 e lo scoppio della pandemia. Il modello di servizio delle reti non solo ha saputo reggere alle onde di un mare in tempesta ma ha dimostrato di saperle cavalcare surfando agevolmente grazie alla capacità di innovare e adeguarsi più agevolmente rispetto alle banche cosiddette tradizionali. Certo non è tutto oro quello che luccica, la volatilità dei mercati ha indotto molti italiani a mantenersi liquidi, nonostante la storia insegni che nei mercati si debba investire con continuità e soprattutto ai minimi, la maturità del settore porterà a una inevitabile concentrazione, il numero dei consulenti finanziari cresce ma meno di quanto auspicato. Il lavoro del consulente finanziario richiede uno spirito imprenditoriale non così diffuso tra chi si occupa della gestione del risparmio degli italiani. Ma anche da questo punto di vista ci sono dati inequivocabili: oltre diecimila sportelli bancari chiusi negli ultimi dieci anni, cinquantamila dipendenti bancari in meno.

Proattività e successo
E proprio sulla figura del consulente finanziario che ci sentiamo di scommettere su un futuro del settore ancora in crescita. Illuminante è stata una frase di un grande banchiere che rivolto ai suoi gestori corporate e private per incitarli al raggiungimento degli obiettivi del prossimo semestre, molto sfidanti, si è lasciato sfuggire un apprezzamento per chi, come i consulenti finanziari, si guadagna il proprio stipendio grazie al raggiungimento degli obiettivi essenzialmente per meriti personali. Certamente la proattività dei consulenti finanziari è un fattore determinante del loro successo parimenti non va sottovalutata la capacità delle mandanti di fornire adeguati supporti. Un settore che si basa su un sistema di retribuzione meritocratico, che opera in un contesto iper regolato, che investe ogni anno in innovazione digitale e in formazione dei propri professionisti e che ha i clienti mediamente più soddisfatti non può che affrontare i prossimi marosi con il vento in poppa. Buona navigazione a tutti i consulenti finanziari e soprattutto a quanti vorranno intraprendere questo bellissimo lavoro sapendo che, pur avendo una mandante alle spalle, il loro successo dipenderà soprattutto dai loro meriti.

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