Adesioni trasparenti

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Avatar di Marcella Persola 25 Agosto 2008 | 12:45
Allarme previdenza complementare. Il presidente di COVIP Luigi Scimìa si dice allarmato dalla brusca frenata che il mercato della previdenza complementare ha registrato in questo primo semestre, ma si dice lieto di sapere che il Governo ha intenzione di mettere in atto nei prossimi mesi delle iniziative che stimolino il mercato.
Si pensa alla reversibilità, oppure all’istituzione di altri periodi di scelte obbligatoria. «Sicuramente il Governo e in particolare il Ministro del Lavoro ha promesso delle nuove disposizioni entro ottobre» precisa il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Le nuove regole hanno la finalità di promuovere il mercato della previdenza complementare che oggi soffre sia dell’andamento dei mercati finanziari, sia dall’esaurimento della spinta a cercare nuove forme di previdenza alternativa. E soprattutto della scarsa cultura previdenziale del paese, soprattutto delle giovani generazioni. 
 
E per creare anche un mercato con regole uniformi, chiare ma soprattutto un mercato competitivo COVIP ha emanato recentemente il regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari. 
 
L’ordinamento fissa delle regole specifiche per i fondi pensione negoziali e per le società istitutrici dei fondi pensione aperti e dei PIP (Piani Individuali Pensionistici) che devono operare e favorire la trasmissione di informazioni chiare e inequivocabili. «La nostra direttiva è stata concordata con le altre autorità, ossia Banca d’Italia, Consob, Isvap e Antitrust» precisa Scimìa. «L’obiettivo prioritario espresso recentemente anche dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ci trova pienamente d’accordo. I promotori di prodotti finanziari devono fornire informazioni chiare, corrette e non fuorvianti, in modo specifico sui costi e sui rischi» continua Scimìa.
 
Di grande aiuto sotto questo punto di vista si rivela l’indicatore sintetico dei costi, che può risultare se non utilizzato correttamente anche uno strumento inutile. «Il risparmiatore può trovare delle difficoltà a capire lo strumento se il promotore non lo spiega in modo accurato» continua Scimìa.
Un appello quindi ai promotori perché si assumano il compito di essere anche degli educatori, oltre che dei promotori di consulenza. 
Ma vediamo nel dettaglio le principali novità introdotte dal regolamento. Come annunciato le nuove disposizioni disciplinano le modalità di raccolta delle adesioni ai fondi pensione fissando regole chiare su nota informativa e regole di comportamento. In particolare in merito alla nota informativa sono state introdotte delle semplificazioni riguardo le modalità di aggiornamento e di diffusione della stessa. 
 
«Abbiamo stabilito che ogni variazione delle informazioni contenute nella nota debbano essere comunicate in modo tempestivo a COVIP» spiega il presidente. Inoltre è stato stabilito che entro il mese di marzo di ogni anno, in occasione dell’aggiornamento delle informazioni relative all’andamento della gestione, i fondi pensione negoziali e i soggetti istitutori di fondi aperti e pip debbano aggiornare le informazioni contenute nelle altre sezioni della nota informativa e provvedere all’integrazione della stessa con le novità riportate negli altri supplementi.
 
Un altro aspetto di sicuro molto importante è rappresentato dal progetto esemplificativo. «Abbiamo stabilito che assieme alla nota informativa debba essere consegnato al cliente il progetto esemplificativo, indicato quest’anno, come standardizzato, recante la stima della pensione complementare» sottolinea Scimìa. Uno strumento valido, ma che può anch’esso risultare nullo se non accompagnato da un obbligo di legge che impone anche all’INPS di presentare lo stesso progetto. «Se sono soltanto i promotori a redarre il documento il cliente si troverebbe comunque di fronte a informazioni approsimative, perché mancherebbe tutta la parte relativa alla pensione obbligatoria» chiarisce Scimìa. A questo punto sarebbe opportuno che anche in Italia fosse istituita la famosa “busta arancione” dei paesi nordici che è inviata ai cittadini ogni anno e che contiene i dati relativi al proprio futuro pensionistico. Anche questo potrebbe essere uno stimolo. 

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