Mps, dopo il crollo il prezzo si impenna

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di Redazione 19 Ottobre 2022 | 10:46

Si attendeva un effetto rimbalzo per diritti di opzione nell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena, e infatti è arrivato. Come riporta Il Sole 24 Ore, il prezzo dei diritti nella giornata di martedì 18 ottobre ha registrato un ‘impennata del 38%, per assestarsi a 0,93 euro, mentre le azioni sono rimaste sostanzialmente ferme (+0,13%), mantenendosi sopra i 2 euro (2,01), soglia al di sotto della quale non è conveniente comprarle in aumento.

Dopo il crollo di lunedì, al secondo giorno dell’aumento di capitale, Mps conferma le attese di movimenti fortemente erratici. A segnalare i rischi era già stata la Consob che, in fase di autorizzazione del prospetto, aveva ribadito i rischi di “una forte volatilità” che avrebbe potuto portare a una “sopravvalutazione del prezzo di mercato” rispetto al valore teorico.

I 2,5 miliardi di euro che verranno iniettati nella banca valgono oltre 100 volte la capitalizzazione attuale dell’istituto; di fronte a queste cifre tanti vecchi azionisti del Monte ha deciso di desistere, vendere le opzioni e ridurre le perdite accumulate negli ultimi mesi. I diritti di opzione potranno essere negoziati fino al 25 ottobre  ed esercitati fino al 31 del mese.

Proprio in questo momento si vedrà la voglia di partecipazione da parte degli investitori, più nuovi che vecchi. Oltre allo Stato, che metterà da parte sua 1,6 miliardi di euro in corrispondenza della sua partecipazione pari al 64% del capitale, l’aumento verrà suddiviso tra coloro che hanno dato il loro impegno per una cifra complessiva vicina ai 5oo milioni, tra cui alcuni fondi esposti sui subordinati e poi Axa, Anima, Fondazioni, Denis Dumont, Andrea Pignataro.
C’è poi anche la rete di sicurezza creata dalle otto banche d’affari del consorzio, che in cambio di 125 milioni di commissioni hanno garantito per oltre 807 milioni, assicurando così il buon esito del deal in caso di inoptato.

Il futuro, poi, sarà tutto da scrivere: per il ceo di, Credem Nazzareno Gregori, le ipotesi sono tante e vanno dalla riapertura del dossier da parte Unicredit all’aggregazione di Siena con uno o più operatori. Nel frattempo la Deputazione Amministratrice di Siena ha riconfermato Marco Forte come Provveditore della Fondazione Mps.

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