Mercati finanziari horror: 2022, il peggior anno del dopo guerra. Ecco perché tutte le classi di attivi sono scese, salvo il Dollaro

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di Redazione 2 Novembre 2022 | 12:26

Articolo a cura di Giacomo La Mosca

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La repentina inversione delle banche centrali sulla liquidità ha fatto crollare i corsi sia delle obbligazioni sia dei corsi azionari, perfino dell’oro. La banche Centrali dopo una enorme espansione monetaria nel periodo pandemico hanno imposto una contrazione così forte della massa monetaria che ha pochi precedenti nella storia recente  (grafico 1)

Le banche Centrali anche a causa delle vicende belliche che hanno fatto impazzire i prezzi energetici si sono trovate impreparate davanti al ritorno dell’inflazione dopo quasi 40 anni dall’ultimo evento inflazionistico.

Questo è il leit motiv che ci hanno propinato in questi mesi, ma, dato certo è l’inflazione è “sfuggita” al controllo, ma meno pubblicamente ci sono cose che non vengono esplicitate nella narrativa ufficiale.

Innanzitutto, l’inflazione è sfuggita di mano perché è desiderata sia dai governi che dalle banche Centrali e di conseguenza non è stata prevenuta.

L’inflazione infatti aiuta a sgonfiare i debiti, sia pubblici che privati e questo obiettivo era fortemente auspicato, dopo la crescita impetuosa del debito per contrastare gli effetti recessivi della pandemia. (grafico 2)

Se i tassi di finanziamento sono inferiori al tasso di crescita nominale del PIL il rapporto debito/PIL si riduce, come è successo per esempio in USA dopo la seconda guerra mondiale quando nonostante il debito nominale (miliardi di USD) sia sempre cresciuto il rapporto debito pil è crollato dal 120% al 25% Grafico 3

Se questo è lo scenario ecco conclusioni:

  • Inflazione sarà strutturale per prossimi decenni e molto più vicina al 3-3.5% che alle tante volte citato 2%
  • Le banche Centrali, dunque, “abbaieranno” forte ma saranno meno “mordaci” delle attese
  • Difficile anche attendersi una recessione se il PIL nominale (cioè includendo l’inflazione) si attesterà intorno al 6% annuo (3% pil+3% inflazione)
  • In questo scenario assisteremo a un travaso di ricchezza dai risparmiatori ai debitori dopo 40 anni di flussi in senso inverso (dagli anni ‘80 a 2020) periodo in cui ha dominato la c.d. grande moderazione

Un altro “segreto” che non viene urlato è che questa inflazione è stata solo in parte scaturita dalla salita dei costi alla produzione (materie prime, lavoro, etc.), ma in buona parte è stata generata dall’avidità delle aziende e dei rivenditori che dopo anni di grande moderazione e di prezzi stabili hanno usufruito della “parola” inflazione per un aumento dei prezzi per fare profitti! (grafico 4). Questo però depone a favore di utili per azione in molti settori in crescita, non in contrazione, sostenendo così i mercati)

La azione delle banche centrali sarà limitata anche dalla palese inefficacia del rialzo dei tassi in uno scenario come questo: i tassi riducono la domanda aggregata e il reddito reale disponibile. (grafico 5)

Dunque che fare sui mercati in uno scenario che vede i tassi vicini al picco per tutti i motivi esposti?

Equity: attendersi un rimbalzo per 3-6 mesi un recupero dei corsi grazie ad allentamento della pressione delle Banche Centrali, e all’espansione dei multipli, ma a certi livelli dovremo liquidare come vedremo nei prossimi commenti.

Bonds: a questi livelli l’aggiustamento dei tassi è avvenuto. (ricordiamoci che in zona Euro siamo partiti da tassi negativi sui 10 anni!) e adesso sono un buon parcheggio, infatti, i tassi resteranno vicini ai livelli attuali.  Il BTP a 10 anni che a gennaio rendeva l’1% ha perso il 25% ma oggi rende il 3,5%,

Dollaro: la Fed sarà costretta a mollare la presa sulla liquidità e il dollaro tenderà a indebolirsi perché statisticamente un rafforzamento del dollaro così repentino non è sostenibile e in genere potrebbe provocare un “incidente finanziario, cosa che in uno scenario politico e sociale così difficile è assolutamente da evitare. Grafico 6, Il governatore della Fed stasera molto probabilmente rialzerà dello 0,75% i tassi e basterà che si dichiari più morbido per il futuro per scatenare il tanto sperato rialzo di Natale.

Ricordiamoci che le banche centrali sono agenti politici e non sono mai state “indipendenti” come hanno a lungo sbandierato, dunque saranno forzate ad adattare la loro politica monetaria alle esigenze del paese.

Infine se c’è ne fosse bisogno prima la pandemia, il 2022 una crisi terribile ha confermato che si preoccupano dei soldi dei clienti solo ed esclusivamente  consulenti finanziaria abilitati all’offerta fuori sede gli altri non servono.

I clienti ne facciano tesoro.

 

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