Consulenza, caro Parlamento ti scrivo. La lettera di Federpromm Uiltucs 

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di Redazione 21 Novembre 2022 | 10:42

È passata giusto qualche settimana dall’insediamento del nuovo parlamento che si occuperà di condurre l’Italia attraverso la XVIII Legislatura. La nostra rinnovata classe politica si troverà ovviamente a dover far fronte alle numerose urgenze dettate dall’attualità economica e sociale, ma allo tempo stesso dovrà essere capace di mantenere un dialogo proattivo con il tessuto produttivo e professionale della nazione, unico vero volano, al di là delle congiunture geopolitiche esogene, per il rilancio effettivo del Bel Paese. Tra gli auspicabili interlocutori politici del mondo finanziario non possiamo non citare i consulenti finanziari, veri e propri paladini del risparmio gestito nostrano e conseguentemente potenziali figure di riferimento per la salvaguardia dei risparmi degli italiani, asset fondamentale tra le ricchezze del nostro Paese. Il dialogo tra politica e consulenti è cresciuto nel corso degli ultimi anni, con una maggiore presa di coscienza da parte del legislatore del ruolo, delle finalità e delle caratteristiche precipue della professione; affinché questa discussione prosegua in maniera virtuosa anche per i periodi a venire, BLUERATING ha deciso di interpellare le principali realtà istituzionali e associative legate al settore dell’advisory chiedendo loro di redigere una sorta di “lettera aperta” indirizzata al Parlamento da poco insediato. Ecco quindi una carrellata dei desiderata del mondo della consulenza, realtà per realtà, diretti e senza filtri; perché, come ci suggerisce una vecchia massima orientale, l’intelligenza non teme il confronto, lo spera.

Dopo le parole di Anasf, proseguiamo il nostro viaggio con la lettera di Manlio Marucci, segretario generale Federpromm Uiltucs.

In un quadro economico e finanziario articolato e complesso come quello attuale, riteniamo che l’attenzione del nuovo Parlamento deve essere rivolta con più attenzione a come difendere la stabilità finanziaria ma soprattutto la tutela del risparmio delle famiglie italiane che trova nella figura del consulente finanziario un punto di riferimento stabile e di fiducia nel garantire la sicurezza del proprio patrimonio. Tale prospettiva di lungo termine implica una maggiore diffusione dell’educazione finanziaria al momento troppo poco diffusa ma necessaria affinché gli investitori abbiano una maggiore consapevolezza nella gestione dei loro risparmi nel momento in cui vengono conferiti alle società di gestione attraverso la figura del cf che ne orienta gli elementi sostanziali migliorandone i rendimenti e il patrimonio. Una alfabetizzazione finanziaria, riteniamo, sia da considerare come momento educativo di massa attraverso un percorso di educazione civica obbligatoria nei programmi scolastici a partire dalle scuole medie inferiori fino ad arrivare agli studi superiori ma anche attraverso politiche formative orientate nel mondo del lavoro attraverso forme di previdenza complementare e di conoscenza di come migliorare le proprie condizioni economiche, professionali e di partecipazione diretta alla gestione della vita dell’impresa e del welfare. In questo modo si colmerebbe quel gap strutturale che vive il nostro paese. L’attenzione su cui necessita da parte delle associazioni di tendenza, quale nostro compito primario, dovrà essere orientata anche a far capire alle forze politiche l’importanza che dovrà essere riservata al quadro generale delle normative che disciplinano attualmente le attività sia dei soggetti abilitati nel settore creditizio, finanziario e assicurativo, cercando di rendere uniforme tutta la regolamentazione secondaria attraverso un testo unico di riordino generale dei vari elementi che compongono il quadro di riferimento per ogni singolo settore in cui operano i consulenti finanziari e altri operatori professionali di tutta l’intermediazione finanziaria.

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