Banca Generali, ecco i banker di domani

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di Redazione 22 Novembre 2022 | 11:39

Banca Generali apre le porte del private banking ai consulenti del futuro con un progetto a loro dedicato. La banca guidata dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa ha infatti alzato il sipario sul “Progetto Giovani”, un’iniziativa pensata per accogliere nella rete di private banker e wealth advisors una nuova squadra di professionisti di età inferiore ai 35 anni da guidare nel loro percorso di crescita.

Under 35 d’eccellenza
“Come banca leader nel private banking in Italia siamo consapevoli della necessità di allargare le maglie della nostra professione anche a una nuova generazione di consulenti che saranno coloro i quali si occuperanno di creare valore per il risparmio del futuro. Per questo motivo abbiamo dato vita a questo percorso che punta a generare un travaso positivo di competenze dai nostri professionisti più affermati verso quegli under 35 che hanno l’ambizione di eccellere in futuro in questa professione. Siamo convinti che il percorso creato possa rappresentare la strada giusta per la creazione di valore nel lungo periodo”, commenta Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali. L’iniziativa si rivolge a giovani under 35 già abilitati alla consulenza finanziaria fuori sede con un background professionale solido e che presentano le caratteristiche per sviluppare un proprio portafoglio clienti. I neoinseriti, grazie al supporto di un consulente senior, potranno incrementare le proprie competenze tecniche e relazionali in un percorso di mentorship che avrà durata pari a 36 mesi, mettendosi a diposizione dei clienti per fornire un supporto strutturato e aiutarli a realizzare i loro propri progetti di vita. La formazione continua assicurata dalla banca mira infatti a un costante aggiornamento dei propri professionisti in ambito finanziario, garantendo profili completi e pronti a raccomandare soluzioni realizzate su misura per ogni singolo cliente. L’affiancamento a un consulente con esperienza offre inoltre l’evoluzione della componente empatica, elemento cruciale per intercettare le necessità dei risparmiatori e gestirne le emozioni durante periodi di mercato in cui gli stessi potrebbero sentirsi smarriti.

Obiettivi di portafoglio
A ciascun giovane professionista viene inoltre assegnato un obiettivo di portafoglio adeguato al termine del piano, periodo dopo il quale il tutor potrà valutare se dar vita ad un vero e proprio team. “Il Progetto Giovani rappresenta l’ennesimo passo di Banca Generali verso una direzione di svecchiamento della professione del consulente finanziario, ma non è l’unico. In ottica lungimirante la banca controllata dal Leone di Trieste aveva già iniziato questo percorso con iniziative dedicate ai team genitore-figlio che oggi sono ben 50 e coinvolgono 104 professionisti”, aggiunge Bernardi. Le iniziative di Banca Generali vanno incontro alla necessità di favorire il ricambio generazionale e abbassare l’età media di una professione che inizia ad essere sbilanciata verso una fase di vita più avanzata. Come conferma l’ultima rilevazione di Assoreti, nel 2021 l’età media degli iscritti all’albo era di 51 anni, con punte ancora maggiori nelle più grandi reti di consulenza. Ecco allora che progetti di questo tipo possono risultare non solo utili in tale direzione, ma anche per aprire il dialogo con una nuova fascia di clientela più giovane. “Questi progetti vanno incontro al nostro obiettivo annunciato nel piano strategico al 2024, che punta ad allargare il dialogo sulle scelte di pianificazione patrimoniale con quella fascia di clientela che ancora private non è, ma che punta a diventarlo. In questo le nuove generazioni rappresentano sicuramente un bacino dal quale vogliamo pescare, con giovani consulenti che possono così crescere di pari passo insieme ai propri clienti”, conclude Bernardi.

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