Federpromm, la nuova società riparte dalle persone

Pubblichiamo di seguito un comunicato a firma Manlio Marucci, presidente di Federpromm.
Viviamo un’epoca in cui la mente umana sembra trovare continua ed inesauribile soddisfazione nella esasperazione di un progresso che seppure appagante per gli innegabili vantaggi di benessere economici ottenuti, ha generato non soltanto un inaridimento dei valori culturali e spirituali connaturati con l’esistenza dell’individuo; conseguentemente ridotto ad un inevitabile automatismo, ma anche l’incontrollata fiduciosa adesione all’avanzare di un progresso materialistico che viene assunto quasi ad esaltazione logica del concreto e può esprimersi attraverso l’equazione: esistenza-produzione, realtà-progresso economico.
Sulla base di tali presupposti sono stati commessi, talvolta, degli azzardi scientifici, sfociati molto spesso in veri rischi per l’umanità. Ne è testimonianza la proliferazione nucleare e la corsa agli armamenti che sebbene arginate per ora dalla paura ideologia di una sovrapposizione di forze tra diverse Nazioni, non elimina purtuttavia l’ipotesi di un incombente pericolo nei cui confronti non si può restare indifferenti.
Dl fronte ad uno scenario di guerra settoriale a cui stiamo assistendo ormai da diversi mesi tra la posizione egemone della Russia vs l’Ucraina che ha risvolti ancora non ben definiti ha determinato una demarcazione netta sul piano degli equilibri internazionali tra oriente ed occidente.  
Analizzare il contesto delle varie crisi prodotte e tuttora in atto nei vari paesi a cui tutti noi stiamo assistendo impotenti con una guerra di cui ancora non si vedono spiragli all’orizzonte, trova forme di incoerenza e di spiegazione da parte dei governanti e delle varie forze politiche che mancano di valide argomentazioni e metodologie di indagine sul piano strutturale in grado di  comprendere le variabili aggregate dei vari sistemi economici – pur diversi sul piano istituzionale – per valutarne il suo funzionamento.
Appare infatti evidente a tutti noi come le analisi attuali condotte su più ampi fronti dalla politica, dell’economia, della finanza, siano molto spesso incapaci di arginare l’escalation del fenomeno legato ai processi di fondo degli squilibri militari e socio-politici in atto. In tale quadro le forze egemoni in campo non sono in grado di determinare un assetto di equilibrio della evoluzione e delle contraddizioni presenti all’interno dell’attuale configurazione ed assetto del sistema capitalistico avanzato (neocapitalismo o capitalismo monopolistico!).
La rilevanza dei problemi legati a tali dinamiche  nel contesto della società cd globalizzata – anche alla luce della guerra in atto  –  è quindi condizione necessaria e necessitante per trovare delle soluzioni non solo sul piano politico e militare ma devono servire a determinare un reale processo di cambiamento dei rapporti umani e sociali  che possano a sua volta determinare un quadro di stabilità  nei vari campi dell’economia, della finanza, della ricerca e dei vari assetti istituzionali che governano i vari paesi. Affrontare responsabilmente la realtà che ci circonda sul piano storico e politico, ma soprattutto sul piano di una ricerca che ponga in evidenza le varie fasi legate al “processo di accumulazione del capitale” e le varie ideologie a cui si ispirano i vari governanti, credo sia una reale condizione oggettiva a cui devono tendere le classi egemoni per affrontare un riordino generale di un nuovo modo di pensare il tipo di modello di società a cui tendere per il rispetto della vita umana e per una soddisfacente condizione di vita socialmente responsabile.
Se non si persegue questa linea di condotta a mio avviso si profila senza ombra di dubbio un nuovo scenario a livello internazionale che vede una “riproposizione di un modello militare di tipo keynesiano” con tutte le conseguenze sul piano della sopravvivenza della vita umana nel nostro pianeta.  Basti pensare – come è stato correttamente evidenziato – che la spesa militare complessiva a fine 2022 abbia raggiunto circa 1.650 trilioni di dollari, senza considerare gli effetti correlati che agisce da moltiplicatore.
Occorre allora, in ultima analisi, da semplici uomini della strada che è quanto mai necessario oggi  una presa di coscienza collettiva su quanto sta accadendo intorno al nostro modo di vita di relazione sociale affinché si gettino le basi  per un nuovo ordine mondiale che sia in grado  di garantire una vita quotidiana dignitosa per tutti e che superi il travestimento di interessi puramente nazionali.

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