Reti, la rotta nella tempesta

La raccolta è stata meno soddisfacente del 2021 ma, guardando ai numeri, si può giungere a una conclusione: i big italiani del risparmio gestito e della consulenza finanziaria quotati a Piazza Affari godono ancora di buona salute, almeno stando ai dati della raccolta relativi al 2022, anno in cui sembrano aver in definitiva  poco risentito degli scossoni accusati dai mercati finanziari nei mesi scorsi in scia agli eventi geopolitici, agli strascichi della pandemia e al quadro macroeconomico globale che ha dovuto fare i conti con bruschi rialzi dell’inflazione e conseguenti cambiamenti di rotta delle banche centrali sui tassi di interesse. Ecco di seguito, nel dettaglio, i numeri.

AZIMUT
Azimut ha registrato lo scorso dicembre una raccolta netta positiva per 1,2 miliardi di euro. Un dato grazie al quale la raccolta da inizio 2022 è salita a 8,5 miliardi, superando la fascia alta dell’obiettivo del management di 6-8 miliardi di euro per l’intero anno. Circa la metà (4,3 miliardi) della raccolta netta annua è stata indirizzata verso prodotti di risparmio gestito, le cui masse hanno raggiunto i 55,1 miliardi di euro con un aumento dell’2% rispetto al 2021. Le masse del risparmio amministrato sono invece state pari a 23,8 miliardi contro i 29 miliardi del 2021 scontado, a detta della società, l’effetto del de-consolidamento di Sanctuary. Il totale delle masse si attesta a 79 miliardi al 31 dicembre 2022 (83,2 miliardi, ovvero 77 miliardi al netto dell’aggiustamento pro-rata di Sanctuary). Nel 2022, il segmento Private Markets ha poi registrato una forte crescita con una raccolta di 1,9 miliardi di euro, un aum che si è attestato a 6,5 miliardi (pari a circa il 12% del totale delle masse gestite), in aumento del 42% rispetto al 2021. Ciò è stato possibile, ha messo in evidenza il management, grazie alla solida richiesta per gli oltre 20 nuovi prodotti lanciati in Italia e negli Usa e all’acquisizione di partecipazioni di minoranza in BroadLight Capital, RoundShield Partners, Sanctum Altriarch Investment Management e Lycian Capital Partners. “Siamo molto soddisfatti di aver concluso il 2022 con un altro mese di forte domanda da parte della nostra clientela globale e al di sopra delle nostre stime per l’intero anno” , ha commentato Gabriele Blei, amministratore delegato del gruppo.

BANCA GENERALI
Proseguendo, Banca Generali ha archiviato il 2022 con il miglior risultato mensile dell’anno in termini di volumi e mix di prodotto grazie alla forte domanda di servizi di investimento. Nel dettaglio, la raccolta netta totale di dicembre si è attestata a 640 milioni di euro, per un valore complessivo da inizio 2022 di oltre 5,7 miliardi. “Il dato positivo”, fa notare il management, “riflette il cambio di passo legato al rinnovamento dell’offerta avviato a metà ottobre e finalizzato a sfruttare le opportunità legate ai mercati obbligazionari e azionari createsi nel corso dello scorso anno”. Nel mese la raccolta in soluzioni gestite ha toccato i massimi del 2022 a 408 milioni in scia al rinnovamento delle proposte di investimento lanciate nell’ultimo trimestre. Nello specifico i prodotti di casa hanno raccolto 370 milioni (1,5 miliardi in tutto il 2022), e tra questi si sono distinti i contenitori finanziari (248 milioni a dicembre e 1 miliardo nel 2022 complessivamente) su cui si è incentrato maggiormente il lancio di nuove linee di investimento. Anche la consulenza evoluta ha segnato risultati importanti con nuovi flussi netti per 321 milioni a dicembre che hanno spinto a 940 milioni i flussi relativi all’intero 2022. Le masse totali sotto consulenza evoluta si sono poi attestate a 7,4 miliardi a fine 2022 (+1,3% su base annua). Complessivamente, i flussi nelle soluzioni gestite e nella consulenza evoluta hanno raggiunto 2,8 miliardi nel 2022 con un contributo particolarmente accentuato dai servizi d’investimento a maggiore valore aggiunto quali le gestioni patrimoniali che, insieme alla consulenza evoluta, hanno registrato oltre mezzo miliardo di flussi a dicembre e 1,9 miliardi nell’intero 2022 (68% del totale). La raccolta in conti amministrati ha mostrato poi un solido andamento con flussi totali nel 2022 di 4,3 miliardi. Il dato preliminare sulle masse consolidate a fine dicembre si attesta a 83 miliardi (-3% rispetto al 2021). Di questi, però, i contenitori finanziari e la consulenza evoluta sono stimati in via preliminare pari a 16,5 miliardi (+1%).

BANCA MEDIOLANUM
Ancora, dopo gli ottimi risultati di novembre, Banca Mediolanum chiude al meglio il 2022 con una raccolta netta totale di 1,25 miliardi di euro e 8,3 miliardi da inizio 2022. La raccolta netta in risparmio gestito è stata pari a dicembre a 710 milioni e 5,95 miliardi complessivamente lo scorso anno. Da notare inoltre che sono stati erogati nuovi finanziamenti nell’arco del 2022 per 4,01 miliardi e i premi sulle polizze sono ammontati a 184 milioni. “Chiudiamo il 2022 con un mese eccellente che ha visto flussi di raccolta netta pari a 1,25 miliardi portando a 8,3 miliardi il totale nell’anno”, ha commentato l’amministratore delegato Massimo Doris . È un risultato senza dubbio prestigioso e che assume una valenza superiore in relazione al complesso contesto in cui è stato raggiunto. Inoltre, sul fronte del risparmio gestito ci confermiamo leader assoluti sfiorando i 6 miliardi di raccolta, a dimostrazione della nostra capacità di essere estremamente competitivi nel panorama bancario. Il nostro modello ha saputo rivelarsi sempre più attrattivo, con 168 mila nuovi clienti che nel corso del 2022 hanno scelto Banca Mediolanum e con la rete degli oltre 6 mila Family Banker cresciuta del 5% nell’anno. Anche i risultati delle altre linee di business sono solidi, da un lato con i premi delle polizze protezione pari a 18 milioni nel mese e 184 milioni nell’anno, dall’altro nell’erogazione dei crediti alle famiglie con i nuovi record di 430 milioni nel mese e oltre 4 miliardi nell’anno”.

FINECOBANK
Tra le quotate del comparto a Piazza Affari, chiude infine in bellezza il 2022 in termini di raccolta anche FinecoBank con un massimo storico a dicembre di 1,59 miliardi. L’asset mix evidenzia poi la tendenza dei clienti a continuare nel proprio percorso di investimento: la componente gestita si attesta a 628 milioni, quella amministrata a 739 milioni, mentre la diretta è pari a 222 milioni. Nell’intero 2022, la raccolta netta ha superato, per il secondo anno consecutivo, la soglia dei 10 miliardi, con la componente gestita quota 3,6 miliardi e quella amministrata a 5,6 miliardi. I ricavi del brokerage stimati per l’intero 2022 sono pari a circa 191 milioni. Da rilevare in aggiunta che lo scorso anno la società ha registrato 43,7 milioni di ordini eseguiti. “In un anno caratterizzato da una sostanziale incertezza dei mercati finanziari, il dato eccezionalmente robusto della raccolta di dicembre conferma in modo significativo la tendenza della clientela a proseguire e in molti casi ad accelerare il proprio percorso di investimento”, ha commentato Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale. Questo approccio, evidenziato nel corso dell’intero 2022, è stato favorito sia dalla capacità dei nostri consulenti ad affiancare i risparmiatori in una fase particolarmente complessa, sia da un’offerta di prodotti ampia e diversificata proposta da Fineco Asset Management. Le nuove soluzioni passive e i fondi protetti hanno permesso ai clienti Fineco un riposizionamento efficiente del proprio portafoglio, proteggendo i propri risparmi dall’inflazione e aprendo la strada a nuove opportunità di crescita per l’anno che ci attende”.

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