Bce, utile azzerato nel 2022

La Bce ha chiuso il bilancio 2022 in pareggio, con un risultato economico pari a zero. Come scrive Il Sole 24 Ore, nessun profitto sarà distribuito alle banche centrali nazionali dell’Eurosistema. Le perdite, pari a 1,627 miliardi e riconducibili soprattutto agli interessi passivi sul saldo netto Target2, sono state coperte dal fondo di accantonamento.

L’ultimo bilancio in pareggio della Bce risale al 2007, mentre l’ultimo risultato in perdita è del 2004. Il bilancio 2022 è peggiore rispetto al 2021, anno in cui la Bce ha riportato un utile netto pari a 192 milioni di euro.

Nel bilancio della Bce, i prezzi e i valori dei titoli acquistati con i programmi del quantitative easing App
e Pepp non sono soggetti al mark-to-market: questi bond infatti non hanno prezzi che calano in linea con il rialzo dei rendimenti sul mercato in seguito al rialzo dei tassi di riferimento e alla normalizzazione della politica monetaria. La Bce potrebbe incorrere in una perdita nel momento in cui decidesse di vendere questi titoli prima della scadenza, nell’ambito del “quantitative tightening” o inasprimento della politica monetaria: i titoli sarebbero rivenduti a un prezzo più basso rispetto a quello di acquisto. Tuttavia la vendita prima della scadenza non è in programma e non è stata discussa e non risulta tra le opzioni sul tavolo del Consiglio direttivo.

I titoli detenuti per finalità di politica monetaria dalla Bce, nel programma App e Pepp, sono aumentati nel 2022 di 11,9 miliardi a quota 457,3 miliardi. Lo stato patrimoniale ammonta a 698,9 miliardi.
Le perdite pari a 1,627 miliardi nel 2022 sono dovute invece allo squilibrio tra, da un lato, l’aumento dei tassi d’interesse a breve termine sulle passività della Bce nei confronti delle altre banche centrali nazionali dell’Eurosistema e dall’altro lato all’adeguamento più lento del rialzo dei rendimenti delle attività, in particolare dei titoli detenuti nel portafoglio dei programmi di acquisto App e Pepp denominati in euro; una parte di questa perdita è attribuita al mark-to-market (adeguamento del prezzo rispetto all’anda-
mento dei rendimenti di mercato) che si applica sui titoli denominati in dollari Usa, con prezzi al ribasso dopo il rialzo dei tassi Usa e l’incremento dei rendimenti di mercato.

La perdita nel bilancio 2022 può essere considerata temporanea in quanto è collegata a un “mismatch” di tassi d’interesse: gli aumenti del tasso di riferimento hanno innalzato il tasso MRO pagato dalla Bce alle banche centrali nazionali nella passività che si viene a creare nel momento in cui la Bce acquista titoli di Stato direttamente dalla banca centrale nazionale del Paese in questione, non avendo un rapporto diretto con gli intermediari finanziari privati.

Nel 2022 la Bce ha assorbito le perdite da rischi finanziari con il fondo di accantonamento che è sceso da 8,8 miliardi a 6,566 miliardi circa. Nonostante tutto però la Bce resta ben capitalizzata: il capitale della Bce è pa- ri a 8,9 miliardi. In situazioni estreme, quindi, può operare senza difficoltà anche con un capitale negativo. Il bilancio della Bce esclude i bilanci delle banche centrali nazionali dell’area dell’euro, che formano l’Eurosistema.

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