Eurovita, si va verso l’amministrazione straordinaria

Continua la crisi di Eurovita, che non poteva arrivare in un momento peggiore della storia della finanza mondiale, dalla Silicon Valley Bank a Credit Suisse.

Il commissario di Eurovita, Alessandro Santoliquido, ha a disposizione ancora pochi giorni – fino al 31 marzo – per trovare una soluzione di sistema alla compagnia, cui l’Ivass ha bloccato i riscatti degli assicurati per evitare un rapido svuotamento delle casse. Dopo la fatidica data, il ministero delle imprese dovrà firmare un decreto per trasformare l’amministrazione provvisoria in amministrazione straordinaria, della durata di un anno e rinnovabile per un ulteriore anno.

Un salvataggio al 31 marzo sembra quantomai improbabile: uno dei pochi piani a restare in discussione è quello che riguarda un pool di soggetti che possano entrare nel capitale della società. Per gli addetti ai lavori, però, sarebbe forse più semplice per le banche interessate rimborsare il 100% delle polizze di Eurovita ai propri clienti, piuttosto che ristrutturare l’azienda.

Inoltre, c’è anche un altro problema: se fino ad ora gli italiani si erano mostrati fiduciosi verso le compagnie venditrici di polizze vita, questo caso evidenzia come anche in campo assicurativo esistono diversi gradi di rischio in base alle compagnie. Già da questo si può evincere come l’impegno di Santoliquido sia difficile sin dal principio.

In base a quello che succederà, cambieranno anche gli scenari per gli assicurati. Una volta iniziata la procedura, prima che si inizi a liquidare i debiti, ci vogliono almeno un paio di anni, mentre per liquidare chi ha una polizza ne servirebbero tre. Sono circa 400mila le famiglie con risparmi bloccati: una situazione che mette tutti in agitazione, politici compresi, che chiedono una soluzione in poco tempo.

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