Consulenti, ecco come si costruiscono i talenti

A Luigi Conte, classe 1969, presidente di Anasf, non sono certo sfuggiti i numeri record della decima edizione di ConsulenTia, la più importante manifestazione in Italia dedicata alla consulenza finanziaria, che proprio Anasf organizza sin dal 2014. Tra il 14 e il 16 marzo scorsi, oltre 3mila persone hanno affollato i padiglioni dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, tradizionale location di ConsulenTia dove, tra i tanti temi trattati nelle conferenze e nelle tavole rotonde, uno spazio rilevante è stato dedicato alla valorizzazione del talento. Stiamo parlando ovviamente del talento professionale, che per un consulente finanziario è una marcia in più per avere una carriera brillante.

Presidente Conte, cosa vuol dire nel concreto valorizzare il talento nel mondo della consulenza finanziaria?
Innanzitutto significa far crescere tra i giovani l’interesse per questa professione, che per sua natura è molto dinamica. Per raggiungere questo obiettivo è necessario affiancare i giovani sin dall’infanzia, durante tutto il percorso scolastico, favorendo una formazione che non includa soltanto competenze tecniche, ma integri ad esse elementi riconducibili al contesto socio- antropologico.

Siete soddisfatti delle iniziative intraprese negli ultimi anni per il ricambio generazionale?
Indubbiamente siamo soddisfatti di aver intrapreso un percorso virtuoso e fortemente orientato al futuro. Su questo fronte la nostra associazione si è impegnata in maniera concreta ed evidente, come dimostra anche la nascita del Comitato nazionale Anasf Giovani, che riunisce i professionisti che hanno meno di 41 anni di età. Se ci fosse lo stesso impegno da parte di tutti gli attori del settore in cui operiamo, credo che potremmo raggiungere risultati ancor più significativi ed entusiasmanti.

Oltre ad avvicinare i giovani alla carriera di consulente, in futuro l’industria finanziaria dovrà confrontarsi con una nuova generazione di clienti, tutti nati nell’era digitale. Come affrontare la sfida?
Certamente c’è la necessità di intercettare i linguaggi delle nuove generazioni. Su questo fronte i dispositivi digitali hanno un ruolo fondamentale, sia per rapportarsi con i risparmiatori, sia per rendere più efficienti e veloci i processi che caratterizzano la nostra professione.

Nell’ultima edizione di ConsulenTia, lei ha parlato di quattro pilastri su cui deve poggiare la vostra strategia. Cosa intende di preciso?
Abbiamo individuato quattro categorie fondamentali che devono interagire tra loro in un percorso di sviluppo e di creazione del valore. Il primo pilastro è rappresentato dai cittadini e dalle famiglie, con i loro risparmi. Il secondo dalle organizzazioni, cioè da soggetti associativi e di rappresentanza come Anasf. Poi ci sono le istituzioni e infine le imprese. Tutti e quattro i protagonisti possono e devono mettere a fattor comune quei valori che contribuiranno ad alimentare un processo virtuoso per il Paese e per la sua economia.

Uno dei fronti su cui siete stati impegnati negli ultimi anni è stato quello di Enasarco, dove avete portato a casa un risultato storico: la nomina di un consulente finanziario alla presidenza della Fondazione. Possiamo tornare un bilancio di quanto fatto sinora?
Siamo contenti del fatto che finalmente, dopo molti anni, sono stati affrontati per la prima volta problemi rimasti troppo a lungo irrisolti. Non nego però che Enasarco sia un campo di gioco difficile, che richiede sempre un’attenzione elevata, per la presenza di situazioni problematiche che si sono accumulate nel passato.

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