La borsa crolla, l’arte no

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di Stefano Porrone 16 Settembre 2008 | 16:00
E’ davvero paradossale, nel giorno in cui una delle maggiori banche private al mondo, Lehmann brothers chiude per sempre i battenti per fallimento, a Londra il mercato dell’arte supera se stesso battendo tutti i record per le opere di un artista vivente. Una cosa è certa, “L’asta del secolo” come già chiamata da molti operatori ha cambiato, forse per sempre, le regole del mercato dell’arte.

L’incredibile interesse attorno all’undicesimo giorno di esposizione al pubblico per “beautiful inside my head forever”, una grande asta interamente dedicata al fenomeno dell’arte contemporanea, Damien Hirst, da Sotheby’s, ha portato ad un livello di interesse senza precedenti verso il mercato dell’arte contemporanea.

A Londra, la seguitissima esposizione pre-asta che si protratta ininterrottamente per undici giorni consecutivi si è trasformata in una appassionante corsa ad aggiudicarsi le opere in vendita che ha visto un risultato finale di 89 milioni di euro, una somma che non solo supera le stime previste da Sotheby’s prima della vendita  ma raddoppia la stima minima prevista per il tutte e due le tornate (l’ultima oggi)

Ecco alcuni record battuti nell’asta di ieri:

  • Prima asta al mondo ad essere interamente dedicata alle opere di un artista vivente
  • La più grande esposizione di opere dell’artista mai allestita prima e mai per così tanti giorni consecutivi
  • Numero record di visitatori (21.000 in 11 giorni) all’esposizione pre-asta allestita presso la sede di Sotheby’s a Londra
  • Numero record di cataloghi venduti in sala (1.300 per 50 sterline cadauno) e record di spettatori (oltre 750) che hanno assistito all’asta dal vivo
  • Per la prima volta in 264 anni di storia di Sotheby’s, tutte e 13 le sale adibite alle vendite di Sotheby’s sono state utilizzate per allestire l’esposizione e la vendita.

Tra le opere più affascinanti in vendita, “The Kingdom”, lo squalo tigre in formaldeide, era stimato 4-6 milioni ma è stato aggiudicato a 9.561.250 sterline. Alcuni lotti hanno superato abbondantemente le stime. Come “Fragments of Paradise” un grande armadietto ricolmo di sculture inacciaio e vetro a forma di diamanti che era stimato 1-1,5 milioni ma è stato venduto per 5.193.250 sterline.

Questo il commento di Damien Hirst dopo il clamoroso successo: “ Penso che il mercato dell’arte sia più grande di quello che si creda, amo l’arte e il risultato di quest’asta prova che non sono il solo, il futuro sarà roseo per tutti noi.”

Certamente il futuro non potrebbe essere più roseo per lui visto che il suo patrimonio era stimato in 627 milioni di euro, domani mattina la seconda sessione con le opere meno care. C’è da scommettere che finirà per diventare la vendita più ricca e clamorosa di tutti i tempi. Con un totale ben superiore ai 100 milioni di euro.

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