Lettera di un consulente che vuole fare autocritica

Pubblichiamo di seguito una mail inviataci da un lettore sedicente consulente finanziario. Vi invitiamo a scriverci come sempre all’indirizzo [email protected]

Gentile Bluerating, vi scrivo perché voglio porre una riflessione sulla qualità del lavoro della nostra categoria professionale. Spesso vedo su testate come la vostra e sui social una sorta di autoincensamento da parte di colleghi che non fanno altro che valorizzare il ruolo del consulente e la qualità dello stesso. Bene, io sicuramente sono d’accordo che il nostro sia un lavoro prezioso e utile e che, se fatto bene, possa davvero fornire un plusvalore al risparmio italiano. Poi però mi capita di leggere i dati Assoreti di quest’anno e vedo che su oltre 17 miliardi di raccolta solo uno è riferibile al risparmio gestito, con diverse big del mercato che addirittura possiedono un saldo negativo di raccolta su quel fronte. Ora io vi chiedo, cari colleghi, è questa la consulenza di qualità che possiamo offrire? E’ questo il plusvalore che la nostra professionalità propone rispetto, perdonatemi il termine, agli sportellisti? Ecco io direi che, alla luce di questi numeri, forse al nostro settore servirebbe un po’ di autocritiche per comprendere appieno come mai solo il 20% del risparmio italiano è sotto consulenza. Forse, al di là dei luoghi comuni, il salto di qualità lo dobbiamo fare anche noi come professionisti. Nel mio piccolo sono riuscito a veicolare buona parte della raccolta su prodotti gestiti, anche grazie a una mandante che da sempre punta alla valorizzazione della quantità più che della qualità; il mio consiglio personale è di trovarvi una mandante così nel caso vi ritrovaste a fine mese con le tasche piene di amministrato. Un saluto e grazie per l’attenzione

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!