Azimut: un semestre all’insegna della resilienza

Il CdA di Azimut Holding ha approvato la semestrale al 30 giugno 2023 che evidenzia i seguenti dati consolidati:

  • Ricavi pari a 643 milioni di euro (rispetto ai 668 milioni del primo semestre del 2022)
  • Reddito operativo: 286 milioni (279 milioni nello stesso periodo del 2022)
  • Utile netto adjusted: 231 milioni (202 in precedenza).

Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine giugno 2023 a 85,3 miliardi (rispetto agli 81,2/74,4 miliardi al 30 giugno 2022), di cui 57,8 miliardi fanno riferimento alle masse gestite, con il business estero che rappresenta il 45% del patrimonio complessivo.

Nel segmento dei Private Markets Azimut ha continuato il suo percorso di forte crescita con gli AuM che hanno raggiunto i  7,1 miliardi (12 volte rispetto all’inizio del 2020) e una piattaforma che vanta oltre 50 prodotti tra le varie asset class al 30 giugno 2023.

I ricavi totali di Azimut Holding ammontano a 643,1 milioni nel primo semestre dell’esercizio in corso rispetto ai 668,2 milioni del primo semestre 2022, nonostante il deconsolidamento di Sanctuary. Le commissioni di gestione ricorrenti si attestano a 570,8 milioni (552,3 milioni in precedenza o 508,7 milioni, al netto di Sanctuary), in aumento del 3% rispetto all’anno precedente grazie alla crescita delle masse totali e all’introduzione del nuovo pricing a partire da aprile 2022.

Ulteriori fattori trainanti sono stati l’espansione della piattaforma dei mercati privati in Italia, nonché la crescita in e la modifica del perimetro in Australia. I ricavi assicurativi ammontano a 54,8 milioni nel primo semestre del 2023 rispetto ai precedenti 47,7 milioni, con l’incremento guidato dalla crescita del business ricorrente e dalle maggiori commissioni di performance. Ciò nonostante, i ricavi totali scontano un minore contributo delle commissioni di performance dei fondi comuni di investimento che si attestano a -1,3 milioni nel primo semestre 2023. Queste si confrontano con i 40 milioni del primo semestre 2022, favoriti dalla cristallizzazione delle commissioni di performance secondo il vecchio metodo di calcolo, prima dell’introduzione del già citato nuovo pricing.

I costi operativi totali sono diminuiti dell’8% a 357,6 milioni (rispetto ai 389,4 milioni del primo semestre del 2022). Il miglioramento è spiegato dal deconsolidamento di Sanctuary, parzialmente assorbito dal cambio di perimetro di consolidamento in Australia e dai continui investimenti per la crescita all’estero. I costi di distribuzione ammontano a 195,7 milioni (vs. 237,2 milioni o 192,7, al netto di Sanctuary), con un andamento sostanzialmente in linea con i ricavi e per effetto dei maggiori oneri sociali relativi ai consulenti finanziari in Italia.

I costi generali e le spese amministrative aumentano a 150,1 milioni (vs. 134,7 milioni). Nonostante l’andamento di questi costi sia stato sostanzialmente stabile in Italia rispetto all’anno precedente, il gruppo ha continuato a investire nell’espansione dell’attività internazionale, compreso il cambio di perimetro in Australia, che ha comportato maggiori ricavi ricorrenti ma anche un incremento dei costi. Gli ammortamenti e gli accantonamenti sono diminuiti a 11,8 milioni (contro i 17,5 milioni), grazie all’effetto positivo del rilascio di un accantonamento per cause legali che si sono concluse favorevolmente e di un accantonamento relativo ad un fondo pensione garantito che non si è concretizzato.

L’utile operativo è cresciuto dell’2% a 285,6 milioni (rispetto ai 278,8 milioni precedenti) e il margine operativo si è attestato al 44%, in aumento rispetto al 42% registrato nel 1H 2022, grazie allo sviluppo dei ricavi totali e alla riduzione dei costi.

A seguito dell’implementazione del principio contabile IFRS 17 (contratti assicurativi), Azimut ha registrato nella voce proventi finanziari sotto l’utile operativo un impatto positivo di 10,9 milioni . Inoltre, i prospetti contabili del 1H 2022 sono stati riesposti per tenere conto dell’impatto positivo netto dell’IFRS 17 di € 23,3 milioni. Il Gruppo prevede un impatto complessivamente limitato a seguito dell’adozione del nuovo principio contabile e nessuna modifica all’attività assicurativa in termini di offerta di prodotti o strategia commerciale.

Le imposte sul reddito ammontano a 90,8 milioni.

L’utile netto adjusted ammonta a 231,3 milioni (201,7 milioni nel primo semsstre 2022), in aumento del 15%.

La Posizione Finanziaria Netta consolidata a fine giugno 2023 risulta positiva per circa 254,6 milioni e si confronta con i 293,1 milioni di fine dicembre 2022, tenuto conto del pagamento del dividendo per cassa di 1,30 euro per azione e del dividendo relativo agli strumenti finanziari partecipativi per un importo totale di 234 milioni. Inoltre, sono state fatte acquisizioni e investimenti per ca. 126 milioni e versamenti per ca. 39 milioni per acconti d’imposta, contenzioso fiscale, bollo virtuale e riserve matematiche.

Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi sei mesi del 2023 il gruppo e le sue divisioni hanno registrato 69 nuovi ingressi, portando il totale del gruppo Azimut a fine giugno a 1.877 unità.

Pietro Giuliani, presidente del gruppo, ha sottolineato: “Nel 2016 (7 anni fa) abbiamo lanciato il primo fondo in Italia sui mercati non quotati (Ipo Club by Electa Ventures). Oggi quasi tutti i nostri concorrenti, lo stanno facendo; Azimut intanto ha il 12,3% delle masse gestite, (più di 7 miliardi di euro) in prodotti di questo tipo. Nel 2022 siamo stati il più grande operatore non bancario come importo finanziato alle imprese italianee nel 2023 stiamo facendo lo stesso. Il nostro utile netto dopo 6 mesi è di 231 milioni di euro e il nostro obiettivo di fine anno è superare i 450 milioni di euro, obiettivo che confermiamo”.

Gabriele Blei, ad del gruppo, ha commentato: “Il primo semestre del 2023 ha confermato la capacità del gruppo di generare raccolta netta positiva con oltre 3,7 miliardi di euro e utili netti per 231 milioni di euro, grazie alla presenza geografica in 18 paesi e canali distributivi proprietari. Le quattro aree di business (Italia, Internazionale, Mercati Privati e Fintech) hanno confermato o accresciuto i risultati economici dello scorso anno, focalizzandosi sulla costruzione di portafogli diversificati e con un alto contenuto innovativo per generare performance positive nel medio-lungo periodo, in controtendenza rispetto alla concorrenza che fornisce risposte alle sfide attuali utilizzando strumenti tradizionali quali titoli di stato o depositi con rendimenti garantiti. Con oltre 50 prodotti di private markets, un team di gestione globale (45% masse all’estero) e una grande attenzione all’innovazione tecnologica, Azimut continuerà ad essere un punto di riferimento per la clientela privata e corporate”.

Alessandro Zambotti, ad e CFO del gruppo, ha aggiunto: “In un contesto di mercato volatile, siamo soddisfatti di poter annunciare solidi risultati per il primo semestre 2023, con un margine EBIT del 44% e un margine di profitto netto di 56 punti base. Abbiamo oggi un conto economico trasformato, che si basa principalmente sulle commissioni ricorrenti e di gestione, che potrà beneficiare di potenziali carried interest che matureranno in futuro. Infine, siamo entrati nella seconda fase della già annunciata partnership strategica con UniCredit e quindi confermiamo l’inizio previsto delle attività con un significativo potenziale in termini di profitto netto a partire dall’inizio del 2024”.

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