Intesa: commissioni trainate da Wealth Management

Intesa SanPaolo ha archiviato il primo semestre dell’esercizio in corso con un utile netto di 4,222 mld di euro, in crescita dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2022, un risultato corrente della gestione in crescita del 61% e proventi operativi netti in aumento del 15,3%. In aumento però anche i costi operativi, seppur in modo frazionale (+0,9%).

In calo invece lo stock dei crediti deteriorati (-3,6% al netto delle rettifiche di valore), la cui incidenza sui crediti complessivi è pari all’1,2%.

Il management segnala poi l’elevata patrimonializzazione con un Common Equity Tier 1 Ratio al 13,7% a regime (deducendo dal capitale i circa 1,3 mld di dividendi maturati nel primo semestre).

In evidenza poi il completamento del lancio di Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, con circa 150mila clienti nel 2025 (circa il 20% dell’attuale clientela di Fideuram), oltre che il lancio di il lancio di Isybank, la banca digitale delgruppo con un modello di business di cost/income inferiore al 30%.

La crescita delle commissioni, fanno notare dal management, è trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory.

L’istituto in aggiunta evidenzia che è stato rivisto il modello di consulenza di Fideuram per includere principi ESG nella pianificazione finanziaria basata sulle necessità e lanciato un programma completo di formazione per la certificazione ESG per i consulenti finanziari (oltre 38.500 ore erogate a circa 1.300 partecipanti nel primo semestre 2023) e per private banker dipendenti e agenti (circa 3.800 ore erogate a circa 800 partecipanti nel primo semestre 2023).

Rivisto il modello di consulenza di Fideuram per includere principi ESG nella pianificazione finanziaria basata sulle necessità e lanciato un programma completo di formazione per la certificazione ESG per i consulenti finanziari (oltre 38.500 ore erogate a circa 1.300 partecipanti nel primo semestre 2023) e per private banker dipendenti e agenti (circa 3.800 ore erogate a circa 800 partecipanti nel primo semestre 2023).

La Divisione Private Banking, che serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Intesa Sanpaolo Private Banking, IW Private Investments, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Wealth Management, Reyl Intesa Sanpaolo, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland, hanno registrato nel secondo trimestre 2023:
– proventi operativi netti per 812 milioni, +7,7% rispetto a 754 milioni del primo trimestre 2023;
– costi operativi per 240 milioni, +4,7% rispetto a 229 milioni del primo trimestre 2023;
– un risultato della gestione operativa di 573 milioni, +9,1% rispetto a 525 milioni del primo trimestre 2023;
– un cost/income ratio al 29,5% rispetto al 30,4% del primo trimestre 2023;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 17 milioni, rispetto a 12 milioni del primo trimestre 2023;
– un risultato corrente lordo pari a 556 milioni, rispetto a 513 milioni del primo trimestre 2023;
– un risultato netto pari a 358 milioni, rispetto a 343 milioni del primo trimestre 2023.

La Divisione Private Banking nel primo semestre 2023 ha invece registrato:
– proventi operativi netti per 1.566 milioni, +35% rispetto a 1.160 milioni del primo semestre 2022, pari a circa il 13% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% nel primo semestre 2022);
– costi operativi per 469 milioni, +4,5% rispetto a 449 milioni del primo semestre 2022;
– un risultato della gestione operativa di 1.097 milioni, +54,3% rispetto a 711 milioni del primo semestre 2022;
– un cost/income ratio al 29,9% rispetto al 38,7% del primo semestre 2022;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 28 milioni, rispetto a riprese di valore nette pari a 10 milioni del primo semestre 2022;
– un risultato corrente lordo pari a 1.069 milioni, rispetto a 721 milioni del primo semestre 2022;
– un risultato netto pari a 701 milioni, rispetto a 514 milioni del primo semestre 2022.

L’ad Carlo Messina ha dichiarato: ”

I primi sei mesi del 2023 sono stati particolarmente positivi per Intesa Sanpaolo: abbiamo confermato la capacità di generare una redditività significativa e sostenibile con rilevante beneficio di tutti gli stakeholders; al contempo abbiamo lanciato isybank e Fideuram Direct, due iniziative qualificanti del nostro Piano d’Impresa che ci pongono all’avanguardia, in termini di offerta interamente digitale alla nostra clientela. Tutto ciò confermando la centralità del programma promosso dalla banca a favore della riduzione delle disuguaglianze nel Paese. Il modello di business unico sviluppato negli anni dalla nostra banca – con una tradizionale forza nel settore commerciale, un posizionamento di rilievo nel Wealth Management & Protection e un’infrastruttura digitale tecnologicamente avanzata – ci consente di trarre benefici dal contesto attuale e, allo stesso tempo, garantirà resilienza e redditività nei futuri scenari di lungo termine. Grazie a questi elementi distintivi Intesa Sanpaolo è ai vertici del settore in Europa e gioca un ruolo di rilevanza unica nel nostro Paese, a beneficio della crescita economica e della coesione della società. Nei primi sei mesi dell’anno la crescita dei ricavi da interessi ha reso possibile l’aumento dell’utile netto ad un valore di 4,2 miliardi di euro, di conseguenza i dividendi maturati sono pari a 3 miliardi di euro: di questi circa il 40% è destinato alle famiglie italiane e alle Fondazioni nostre azioniste, portando così un ulteriore forte beneficio ai territori di appartenenza. Le imposte dirette e indirette generate nel semestre sono pari a 2,6 miliardi di euro, ciò comporta un aumento di quasi 600 milioni rispetto al primo semestre 2022, con un incremento del beneficio apportato dai conti di Intesa Sanpaolo al bilancio pubblico. La somma complessiva percepita nel semestre dalle persone che lavorano in Intesa Sanpaolo è pari a 3,2 miliardi; nel 2022 abbiamo stanziato un contributo straordinario di 1.000 euro nei confronti delle nostre Persone, esclusi i dirigenti, al fine di fronteggiare l’inflazione, per un totale di circa 80 milioni. Quanto al rinnovo del contratto che lega le nostre Persone alla Banca, previsto a partire dal prossimo anno, abbiamo dato immediata disponibilità all’aumento richiesto dai sindacati e dalle Persone della banca. In una fase caratterizzata da un incremento significativo della nostra redditività, e considerato l’aumento del costo della vita, riteniamo necessario un intervento in grado di fare la differenza per le Persone che lavorano in banca. Il credito a medio e lungo termine erogato in Italia nel semestre è superiore ai 19 miliardi di euro; le aziende da noi sostenute nel ritorno da temporanee difficoltà alla normale operatività sono oltre 1.900 solo nel semestre, con beneficio nella salvaguardia dei posti di lavoro. L’inflazione continua ad avere un notevole impatto, per questo abbiamo stanziato 30 miliardi di euro a favore di imprese e famiglie, dando la possibilità di sospendere o rimodulare mutui e prestiti, concedendo erogazioni a tassi agevolati e permettendo rateizzazioni a tasso zero; questo a conferma del ruolo di riferimento di Intesa Sanpaolo per l’economia reale. Abbiamo rafforzato le iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale con circa 12 miliardi di euro di credito sociale e 2 rigenerazione urbana tra il 2022 e il primo semestre 2023; inoltre abbiamo ampliato il programma cibo e riparo per le persone in difficoltà con 28 milioni di interventi tra il 2022 e il primo semestre 2023. I risultati solidi e positivi dei primi sei mesi dell’anno ci consentono di aumentare la previsione di un utile netto 2023 ben superiore a 7 miliardi di euro. Quest’anno potremo distribuire ai nostri azionisti 5,8 miliardi considerati: il dividendo di maggio, la seconda tranche del buy back, e l’acconto dividendo di novembre. Si tratta di risorse importanti, non solo per i nostri azionisti ma per l’economia del Paese. Per il 2024 e il 2025 prevediamo un utile netto in ulteriore crescita, grazie ai maggiori ricavi da interessi e commissioni, al rafforzamento dell’efficienza operativa e a un costo del rischio molto contenuto. Grazie alla prospettiva di una maggiore redditività, accelereremo ulteriormente i progetti a favore di chi si trova in situazioni di particolare disagio sociale. Siamo convinti che la forte spinta per la trasformazione tecnologica del nostro Gruppo ci permetterà di giocare un ruolo da leader europeo negli anni a venire. Abbiamo già effettuato robusti investimenti – pari a 1,8 miliardi – nella nuova piattaforma tecnologica nativa cloud (isytech), dove oltre 1.200 specialisti IT già assunti stanno portando il loro contributo di professionalità avanzate. Questa infrastruttura è l’elemento qualificante di isybank, la banca digitale del Gruppo recentemente lanciata con l’obiettivo di 5 milioni di clienti in Italia entro il 2025. Nostra intenzione è estendere progressivamente nuove offerte interamente digitali a livello internazionale, a partire dai paesi dove siamo già presenti con la Divisione International Subsidiary Banks. Di recente abbiamo inoltre completato con successo il lancio di Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, con l’obiettivo di circa 150.000 clienti nel 2025. Siamo concretamente impegnati nel campo dell’intelligenza artificiale, per sviluppare entro il 2025 circa 140 App grazie alla competenza di 300 specialisti. La forte spinta tecnologica comporterà un apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo 2025 pari a circa 500 milioni di euro, non previsti nel Piano di Impresa 2022-2025. Gli investitori di lungo termine pongono un’attenzione sempre maggiore alla capacità di avere visione industriale e di realizzare forti innovazioni tecnologiche. Siamo convinti di essere posizionati in maniera ottimale in questa prospettiva. Riteniamo di cruciale importanza sostenere la transizione del sistema produttivo del Paese verso modelli sempre più orientati alla transizione ecologica e alla sostenibilità ambientale: Intesa Sanpaolo è l’unica banca in Europa ad aver dichiarato nel Piano d’Impresa un obiettivo specifico in termini di finanziamenti dedicati all’Economia Circolare (8 miliardi di euro in termini di volumi erogati) e, ad oggi, siamo la banca che ha effettuato il maggior numero di finanziamenti a favore dell’economia circolare. La qualità professionale delle nostre Persone è stata ed è il fattore chiave per raggiungere risultati solidi e sostenibili a favore di tutti gli stakeholder: a loro va il nostro grazie”.

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!