Tassa sugli extra profitti, banchieri compatti al tavolo dell’Abi

Dopo l’inaspettata decisione di tassare gli extra profitti delle banche, i banchieri italiani si sono ritrovati uniti e compatti al tavolo dell’Abi, scegliendo la strada della responsabilità e del dialogo con il Governo per provare a migliorare il testo. L’obiettivo, infatti, è quello di provare a ridurre l’impatto di un prelievo ritenuto “ingiustificato e pesante”, come scrive Il Sole 24 Ore.

Sembra infatti che prima di esprimersi in qualsivoglia modo, il presidente Antonio Patuelli voglia valutare il testo, pubblicato in Gazzetta nella serata di giovedì 10 agosto. L’imposta non potrà superare i 3,2 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,1% degli attivi del settore, anche se le ultime stime parlano di un impatto del prelievo attorno a 2-2,5 miliardi per l’intero sistema bancario, corrispondente a circa lo 0,3% medio del patrimonio di qualità (Cet 1 ratio) dei primi 10 istituti. “Con esborsi che, secondo i calcoli di Ubs, andrebbero dagli 877 milioni di Intesa Sanpaolo ai 436 di UniCredit, dai 190 di Banco Bpm ai 152 di Bper 152” si legge.

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