Sileoni (Fabi): “Le banche siano solide ma non ingorde”

“Il Paese ha bisogno di banche ricche e solide, ma non ingorde sia verso la clientela sia verso le lavoratrici e i lavoratori bancari. È la prima volta dopo tanti anni che la politica si confronta, anche aspramente, con la finanza, ma criminalizzare le banche è sempre un errore” e, per quanto riguarda la tassa sugli extraprofitti varata la scorsa settimana, “spero che possa essere trovato un accordo tra le banche e il governo. I rappresentanti delle banche stanno dialogando, a fari spenti, proprio per raggiungerlo: il primo obiettivo è la deducibilità fiscale del nuovo tributo”. A dirlo è stato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato da Sabrina Manfroi al Tgr Piazza Affari in onda su RaiTre.

“Fino ad ora la politica monetaria della Bce ha portato enormi benefici alle banche: nel 2022 hanno realizzato 25 miliardi di euro di utili. Sono cresciuti i tassi sui mutui alle famiglie e sui prestiti alle imprese, mentre sono rimasti a livelli bassissimi quelli su conti correnti e depositi. Le banche dovrebbero riconoscere interessi maggiori sui conti correnti e sui depositi della clientela e trovare un accordo con il governo per aiutare tutte le famiglie in difficoltà per il pagamento di mutui e prestiti. Le piccole e medie banche italiane che garantiscono quei prestiti che i grandi gruppi bancari non danno vanno tutelate  dal governo” ha aggiunto Sileoni. Secondo il segretario generale della Fab “le differenze territoriali sui tassi d’interesse praticati dalle banche dipendono soprattutto da fattori di rischio. Alcune regioni italiane, mi riferisco in particolare a quelle nel Mezzogiorno, pagano il fatto di avere in generale economie più deboli, più fallimenti di imprese, meno occupazione e famiglie spesso più in difficoltà nel pagare le rate. Tutte queste situazioni per le banche sono un fattore di rischio che devono “coprire”, si dice così, con tassi più alti. Incassare più interessi significa, per le banche, mettersi al riparo da future sofferenze. È un buon motivo, questo, per cercare di risollevare le economie del Mezzogiorno: se il Sud si rilancia, è un bene per tutto il Paese e l’attenzione delle piccole banche in quei territori è fondamentale”.

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