Banche, tassazione extra profitti: la soluzione del credito d’imposta

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, nei giorni scorsi si sarebbe tenuto un incontro preliminare tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Forza Italia Tajani in merito a possibili modifiche da applicare all’impianto dell’imposta addizionale prevista sulle banche.

In particolare Meloni avrebbe aperto ad accogliere almeno alcune delle richieste avanzate da Forza Italia, ovvero che: la tassazione sarà solo una tantum, che sarà  deducibile e che non verrà applicata agli istituti di credito del territorio.

Secondo il Corriere di oggi, una soluzione allo studio alternativa alla deducibilità sarebbe quella del credito di imposta, per cui a fronte del pagamento della tassa da parte delle banche nel corso del 2024, verrebbe riconosciuto un credito di imposta (di ammontare pari o inferiore all`ammontare pagato) utilizzabile negli anni successivi (si parla di 5 o 10) per compensare le normale imposte da pagare.

Questo schema, garantirebbe un gettito di risorse più elevato per lo stato nel breve termine e la possibilità di un recupero – almeno parziale – dell’ammontare pagato dalle banche in un orizzonte temporale definito.

Nel frattempo, secondo quanto riferito da fonti di stampa, la BCE ha confermato che nei prossimi giorni invierà un parere non vincolante sull’imposta a carico delle banche, da cui è ragionevole attendersi un parere negativo, così come già avvenuto per altri Paesi che hanno deciso di applicare una tassazione addizionale sul settore.

Da Equita ricondano come che il decreto-legge dovrebbe arrivare in Parlamento a settembre per la conversione in legge, con l’iter di conversione che prevede la possibilità di emendamenti.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!