Crédit Agricole Italia, conoscenza e abilità

BLUERATING approfondisce il tema della formazione dei consulenti finanziari in Crédit Agricole Italia con Andrea Binelli, responsabile direzione wealth management, che illustra introduttivamente come l’area rientri nella direzione delle risorse umane, ma lavori a strettissimo contatto con le varie strutture della banca. All’interno della direzione wealth management sono poi presenti risorse dedicate, che insieme all’Hr e ai canali commerciali progettano i contenuti formativi.

Momento basilare

“La formazione è sicuramente un momento basilare”, afferma Binelli. “Si parte con la Premium Academy per chi si avvia al ruolo di gestore premium, per creare un momento di continuità nella vita lavorativa dei nostri gestori. Sul canale private, così come su quello dei consulenti finanziari, la formazione ha l’obiettivo di far evolvere lo stile manageriale, contribuendo allo sviluppo delle persone e all’eccellenza nella relazione con i clienti target, diversificando i corsi secondo le competenze di partenza”. La progettazione dei piani formativi parte dalla rilevazione delle competenze e conoscenze, per ottenere una maggiore personalizzazione dei percorsi. “Oltre a questo”, specifica Binelli, “vengono considerati diversi fattori: i pilastri strategici del gruppo, i bisogni dei canali commerciali e i trend di mercato. Il fine ultimo è avere personale qualificato a rispondere alle esigenze e ai bisogni dei nostri clienti. Le competenze più apprezzate nei nostri consulenti sono: proattività, spirito di squadra, imprenditorialità, empatia, capacità di ascolto attivo, visione di insieme, lettura del contesto; tutte competenze che vanno costantemente allenate”.

Percorsi molteplici

I percorsi formativi sono molteplici, con durate e modalità di erogazione diverse: si va da pillole online di 15 minuti a percorsi strutturati come la Premium Academy di 5 giorni d’aula. Per esempio, in media, un gestore premium di nuova nomina arriva a quasi 100 ore annue. La formazione viene erogata mixando on demand, webinar e aule fisiche, sparse su tutto il territorio. In aula si predilige erogare tutta la formazione di alto valore aggiunto, mentre l’utilizzo di alternative digitali permette di ampliare la platea di utenti. “Conoscenze e competenze devono andare di pari passo per trasformarsi in abilità. Per emergere nel mercato della consulenza occorre non solo avere solide basi tecniche, ma stare al passo con le evoluzioni tecnologiche, l’evolversi della normativa e affinare le competenze di ascolto e relazione”, conclude Binelli.

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