Eurovita-Cronos, il pericolo di un effetto alone

Sul caso di Eurovita – afferma in una nota l’organizzazione Federpromm guidata da Marucci – si surriscalda il clima di tensione che attraverso diversi articoli usciti ieri sulla stampa hanno messo in evidenza molte criticità sulla stabilità della compagnia, avendo contabilizzato perdite di circa 1,5 miliardi di euro a fine anno 2022.  Perdite che hanno fortemente allarmato gli oltre 350mila clienti che hanno investito il loro patrimonio presso tale compagnia e che sono in attesa dello sblocco dei riscatti fino alla data del 31 ottobre 2023.
Un clima di tensione certamente favorito anche dalla confusione che – attraverso i media – alimenta il livello di ansia tra i vari sottoscrittori delle diverse tipologie di polizze, sia del ramo I (cd gestioni separate) che del ramo III (cd Unit Linked) non avendo correttamente esplicitato le differenziazioni sulla natura dei prodotti e servizi riferiti a tali settori del ramo vita.
Di fronte a queste incertezze – precisa la nota di Federpromm – occorre fare un minimo di chiarezza interpretativa senza creare o alimentare la “sindrome da bornout” (sindrome da esaurimento professionale) che per i tempi ancora rimasti per richiederne gli eventuali riscatti, possono provocare un effetto alone negativo incrinando strutturalmente il rapporto fiduciario dei clienti con la nuova compagine societaria di nome Cronos.
Una interpretazione corretta delle situazione contabile sulle perdite registrate dal Commissario straordinario S.Panizza infatti è stata data dal sito di Borsa Italiana (https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/eurovita-nel-2022-rosso-da-15-mld-countdown-per-accordi-su-salvataggio-nRC_20092023_1920_669853545.html)  che ha evidenziato come il criterio di contabilizzazione deve considerare il valore di mercato di svariati miliardi di titoli di stato che per effetto del repentino rialzo dei tassi hanno perso valore permettendo probabilmente alle compagnie azioniste di Cronos di contabilizzare ai prezzi attuali tutti gli strumenti finanziari contenuti nelle polizze che verranno trasferite da Eurovita a quest’ultima. In sostanza – come si legge nel sito di Borsa italiana – “il bilancio 2022 della compagnia e’ stato redatto in assenza del presupposto della continuità  aziendale e dunque tutte le minusvalenze, accumulate sul comparto obbligazionario (principalmente su titoli di Stato italiani ed europei), sono state portate a conto economico”.  Ed ancora: “In ogni caso, a fronte del processo di salvataggio in atto della società e dei principi utilizzati per il computo delle minusvalenze, i numeri del bilancio 2022 non devono destare preoccupazioni tra la platea dei risparmiatori che hanno sottoscritto polizze Eurovita, i cui riscatti sono comunque sospesi fino a fine ottobre”
In ultima analisi- conclude la nota dell’Organizzazione Federpromm servizi – è necessario che  le compagnie, le banche e gli organi di controllo per l’impegno preso a fine luglio definiscano senza più indugiare l’assetto del nuovo veicolo Cronos e il trasferimento delle polizze da Eurovita a “prezzo di mercato” provvedendo immediatamente a ridare fiducia a tutto il settore assicurativo ed in particolare a tutti i 353.000 clienti di Eurovita, oggi fortemente condizionati dalla vicenda, che domani potrebbero essere sottoscrittori di polizze con Intesa Vita, Generali, Unipol, PosteVita e Allianz.

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