Consulenti: l’esercito dei fantasmi paganti e degli autonomi erranti

Nella relazione annuale dell’Ocf ci sono numerosi spunti d’interesse, in particolare per le “numeriche” che riporta. Primo punto è il rilevante numero di iscritti all’Albo che non esercitano. Ciò è confermato dal fatto (curioso) che tanti idonei agli esami non si iscrivono. Quasi 17mila persone pagano una tassa per un’attività che non esercitano. Sono forse in attesa di una proposta di lavoro? Ne dubito, considerato che il numero degli inattivi è abbastanza costante nel tempo, anche se in diminuzione. Non si tratta pertanto di una situazione provvisoria. Sarebbe utile conoscere le motivazioni di questi soggetti, per cercare di venire incontro alle loro esigenze.

Altro elemento numericamente non importante, ma significativo, è il differente trend degli iscritti abilitati e autonomi. Quest’ultimi sono molto meno numerosi, ma aumentano ogni anno, mentre l’Albo abilitati presenta un andamento altalenante in leggera flessione. Soprattutto si nota la differenza dell’età media. Nell’un caso (abilitati) siamo sopra i 50 (51,8) in costante aumento, nell’altro sui 44 e in flessione, con buona pace di quanti lamentano un’età media elevata e la scarsa presenza di giovani nella professione. Non si può certo parlare di una tendenza consolidata, considerata la differenza dimensionale dei due Albi.

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