Consulenza, il personal branding secondo me

A cura di Maria Anna Pinturo, consulente presso Credem con la qualifica di Wealth Planner e fondatrice del blog diversamentefinanza.com. 

In un giorno come tanti altri mi è venuta l’idea per la prima volta di parlare di me, un passo nuovo nel mio percorso sul blog Diversamentefinanza.com. Iniziai a condividere le mie caratteristiche e passioni, dalla danza al cinema, ma poco dopo compresi che il cuore del Personal Branding era diverso dall’errare tra diversi argomenti, tentando di comunicare qualcosa di me. A meno di dedicare il proprio tempo alla manifestazione del proprio ego.

C’è stato un momento in cui mi è stata fatta la domanda da cui ogni percorso di Personal Branding dovrebbe partire: quale è il tuo obiettivo? E io non ho saputo rispondere. Da allora è cambiato tutto, perché ho rifocalizzato la questione al fondo del Personal Branding: comunicare cosa penso e chi sono nel mio lavoro. Ho così imparato che comunicare il “secondo me” richiede coraggio, anche il coraggio di mettere da parte alcuni elementi di sé, per focalizzarsi su altri.

Identificato l’obiettivo, il secondo passo è la chiarezza del pubblico a cui si vuole arrivare. Sembra ovvio ma non lo è, perché mi rendo conto che spesso si parla per parlare, ossia non si comunica veramente, perché non si pensa a chi ci si sta rivolgendo. Ho quindi riprogrammato il mio pensiero, focalizzandomi sugli investitori e adattando il messaggio di volta in volta alle diverse loro tipologie, personalità, caratteristiche.

Ma questo non è ancora tutto. Perché il terzo step è forse il più importante: la scelta dei valori da comunicare nel mio lavoro, quelli che fanno davvero la differenza. Comunicare chiarezza, fiducia e trasparenza non è semplice, si rischia sempre di passare per scontati. Ma io ho scelto di farlo ugualmente.

Quando mi chiedono come gestisco il tempo per scrivere pezzi o creare video ispirati alla stretta attualità, visto che il lavoro del consulente finanziario già impegna parecchio e il tempo è sempre meno, rispondo che è verissimo, ma qui è la scelta. Se far da sé, o prendere atto che certe cose non si possono fare da soli. Ecco perché quando si fa Personal Branding bisogna avere un piano editoriale settimanale, e per questo mi affido a un editor, così come c’è un social media manager che mi consiglia nella scelta dei social e nello stile della mia presenza online. Credo molto nel valore della squadra, e sono fiera di quella che ho contribuito a creare.

Il Personal Branding, fatto con metodo, non è solo un modo per acquisire nuovi clienti (tra follower e prospect c’è una profonda differenza) ma per crescere nella reputazione e nel posizionamento. Siamo tutti uguali? No. Non separo più il Personal Branding dalla mia vita di consulente finanziario; sono la stessa persona che condivide il proprio pensiero.

Funziona? Me lo chiedono in molti. Sì, funziona soprattutto per te, consulente, perché ti porta scambi sorprendenti, contribuendo alla tua crescita personale e professionale.

Alla chiusura dei miei video, dico una frase che per me è tutto: “Io ci sono e vi aspetto, sempre”. Una frase evocativa che lascia aperta la porta a nuove scoperte. E ancora, in sovraimpressione appare la scritta: “La consulenza finanziaria che non ti aspetti, con un occhio alla realtà”. Insomma, un invito a scoprire di più. Un suggerimento, un saluto e una promessa: sono qui, sempre, e vi aspetto.

 

 

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