UniCredit e Caritas insieme per contrastare la povertà educativa

Ha preso il via il progetto “Pepe” – Promuovere Engagement di comunità contro la Povertà Educativa – coordinato da Caritas Italiana con il sostegno di UniCredit.

Come riportano le maggiori testate nazionali, si tratta di un progetto pensato per affrontare la povertà educativa in tutte le sue forme, che intende contribuire a sviluppare sistemi territoriali di contrasto alla povertà minorile e che pongano al centro i giovani in un’ottica di comunità educante e di welfare generativo. Un focus particolare sarà sui Neet, ossia a quei giovani che non studiano, non lavorano né sono in formazione.

La fase sperimentale di avvio, che durerà 18 mesi, si articolerà in diverse iniziative in cinque diocesi italiane con l’obiettivo di sviluppare buone pratiche replicabili in tutto il Paese. Il progetto propone un modello di azione basato sull’incontro con ragazzi in situazioni di disagio non conclamato in un’ottica di prevenzione e con la partecipazione attiva dei giovani.

“Siamo orgogliosi di affiancare Caritas nella realizzazione di questo progetto. Come banca vogliamo agire come motore di crescita collettiva e contribuire allo sviluppo dei nostri territori e delle loro persone: l’educazione è uno dei fattori determinanti della sostenibilità. L’istruzione è un catalizzatore disviluppo, è un elemento chiave nella lotta contro le disuguaglianze e nella riduzione della povertà, è il motore essenziale per un futuro migliore e più sostenibile. L’attenzione di UniCredit ai temi sociali è infatti centrale, tanto che a livello di gruppo nel 2022 abbiamo investito 36,5 milioni di euro in iniziative sociali e filantropiche, di cui 8 milioni proprio a favore di istruzione e giovani” ha detto Remo Taricani, deputy head of Italy di UniCredit.

“Con questo progetto vogliamo pensare ragazzi e giovani come protagonisti della loro vita, aiutarli ad abitare la propria storia anche quando ciò può essere faticoso e a vivere i propri sogni. Per fare tutto questo è fondamentale che ci sia una comunità educante, che si assuma questa responsabilità” ha aggiunto il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello.

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