Schroders: “Forte il bisogno di consulenza dei risparmiatori italiani”

Il difficile andamento dei mercati finanziari nel 2022 sembra aver messo in guardia gli italiani dagli investimenti “fai da te”, spingendoli a considerare sempre più importante l’expertise specializzata dei consulenti finanziari. È quanto emerge dalla ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2023, che ha coinvolto oltre 23mila persone in 33 Paesi di tutto il mondo*.

Secondo l’ultima ricerca sui comportamenti e le percezioni degli investitori finali in Italia, le ragioni per cui i risparmiatori sentono l’esigenza di investire con più competenza, affidandosi maggiormente alla consulenza esperta rispetto al passato, sono: la difesa del potere di acquisto dall’erosione dell’inflazione (40% delle preferenze) e una migliore capacità di affrontare un contesto di mercato complesso e di difficile lettura (38%).

Il ricorso alla consulenza, inoltre, viene considerato una via utile per evitare decisioni prese sulla spinta di emotività e di impulsività (28%).

Una gestione accorta del risparmio è infatti una componente fondamentale per la serenità nel proprio quotidiano e consente di avere uno sguardo positivo verso il futuro: secondo la ricerca, in cima alle preoccupazioni degli italiani c’è proprio il timore di non poter disporre di risparmi sufficienti per far fronte a emergenze personali o della propria famiglia (45%), oltre alla paura di trovarsi in condizioni di difficoltà a mantenere nel tempo il tenore di vita proprio e dei famigliari (45%). Seguono, secondo lo studio di Schroders, la preoccupazione per il pagamento mensile del mutuo (22%) e i timori riguardo al futuro: dalla possibilità di pianificare la nascita di figli (20%), all’avere una pensione dignitosa (20%) o potersi permettere l’acquisto dell’abitazione (17%).

Con i tassi in salita più attenzione alla diversificazione

Sul fronte degli investimenti, la ricerca rivela che percentualmente gli italiani oggi, in un contesto di tassi in salita, sono più propensi a confrontarsi con un consulente finanziario (44%) rispetto agli investitori europei (34%) e globali (39%).

Parallelamente, un elemento di attenzione degli italiani di fronte all’aumento del costo del denaro, nel confronto con l’Europa e il resto del mondo, è il miglioramento della diversificazione del proprio portafoglio (55% rispetto al 42% globale e al 38% europeo).

Non è un caso, dunque, che in Italia (51%), più che in Europa (43%) e a livello mondiale (46%), si pensi che l’accesso ad asset class tipicamente indicate per diversificare il portafoglio, come i private asset, debba avvenire tramite il proprio consulente finanziario.

In Italia più che altrove (47%, rispetto al 40% europeo e al 44% globale), infine, si ritiene che il cambiamento del regime fiscale per le imprese produrrà maggiori rendimenti sugli investimenti, accanto ad altre tendenze come il cambiamento climatico e un maggiore intervento governativo sull’economia.

Luca Tenani, Country Head Italy di Schroders, ha commentato: “L’importanza assegnata alla consulenza finanziaria evidenzia chiaramente come gli italiani abbiano capito che occorra affidarsi a degli esperti per proteggere i propri risparmi dall’inflazione, nel quadro di una pianificazione finanziaria in grado di rispondere alle esigenze della vita personale e familiare con uno sguardo al futuro. Si tratta di un risultato incoraggiante, che ci ricorda l’importanza dell’educazione finanziaria, a maggior ragione in un contesto di incertezze come quello attuale, quando la tendenza ad agire di impulso o assecondando bias comportamentali rischia di far perdere di vista i vantaggi offerti da una pianificazione finanziaria professionale.”

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