UniCredit: Fiorentino smentisce aumento e taglio cedola

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Avatar di Marco Mairate 3 Ottobre 2008 | 09:04
Il numero due di UniCredit parla e rassicura. Dopo la conferma che il gruppo è solido che Alessandro Profumo non lascerà l’incarico, anche l’ipotesi di aumento di capitale e il taglio della cedola vengono escluse. Nel frattempo le case di investimento tagliano i target price sul gruppo mentre i 30 miliardi di euro in obbligazioni perdono di valore…

Dopo aver toccato i minimi dal 1997, il titolo UniCredit si riprende in Borsa.  Sembra infatti che le rassicurazioni di diversi esponenti del management (tra cui lo stesso Profumo) stiano dando i primi risultati. Ultimo (in ordine di tempo) a parlare delle condizioni di salute del gruppo è Paolo Fiorentino, numero due del gruppo, che attraverso un’intervista al Messaggero ha sciolto alcuni dubbi.

Primo, la banca sta procedendo con un processo di dismissione di asset non core ma “non essendo disperati non li svenderemo”, sottolinea il manager lasciando intendere  che il gruppo non è con l’acqua alla gola.

Fiorentino inoltre smentisce qualsiasi aumento di capitale e tanto meno la riduzione dividendo (lo scorso anno il gruppo di Profumo ha infatti distribuito un a cedola di 0,26 euro che ai valori attuali corrispondere ad un rendimento lordo del 9,2%.) Insomma il gruppo è solido e non si prepara a colpi di scena dell’ultimo minuto. Detto questo le agenzie di rating e gli uffici studi delle case di brokeraggio cominciano a tutelarsi, riducendo i giudizi sul gruppo di Piazza Cordusio. 

Agenzie di rating & Broker

L’agenzia internazionale Fitch ha confermato il rating su UniCredit a A+ ma ha tagliato l’outlook a negativo da positivo.

Hsbc
: Conferma giudizio overweight ma  riduce il target price a 4,1 euro da 5,23.  Secondo la banca d’affari UniCredit centrerà l’obiettivo di Core Tier 1 al 6,2% per fine anno, livello più che adeguato per sostenere l’operatività del gruppo e la crescita degli asset rischiosi.

Societe Generale: Alza giudizio a buy da hold  ma riduce target price a 3,6 euro da 4,3.  “timori su possibili aumenti di capitale, sulla liquidità e su eventuali tagli di dividendo hanno spinto il titolo a nuovi minimi recentemente”, scrive la nota diffusa dalla banca. La società, come da indicazioni Consob, ha rivelato le linee guida strategiche per il raggiungimento degli obiettivi (…) sono necessari migliori ratio patrimoniali per recuperare fiducia nel titolo”.

Goldman Sachs: Riduce prezzo obiettivo da 5,5 a 4,9 euro

Obbligazioni

Di seguito viene presentato il totale delle emissioni obbligazionarie che UniCredito Italiano Holding ha in essere sul mercato. Al 31 dicembre 2005 il totale delle emissioni era di 30,269 miliardi di euro. Nelle ultime settimane alcuni di questi titoli stanno soffrendo sul mercato a causa della debolezza del settore e dell’emittente.

Emissioni obbligazionarie al 15 dicembre 2005 (Fonte:UniCredit)

Come mostra il grafico, il grosso delle obbligazioni è rappresentato da titoli senior: ” una delle più diffuse fonti di finanziamento per gli istituti di credito. In virtù delle loro caratteristiche contrattuali, infatti, esse sono particolarmente indicate per tutti quegli investitori che intendono cautelarsi contro il rischio di mancato rimborso da parte dell’emittente. Questo perchè nel caso in cui quest’ultimo si trovi in situazione di insolvenza, esse conferiscono un diritto al rimborso del capitale e degli interessi prioritario rispetto ai titoli di capitale e alle obbligazioni subordinate” riporta il sito di UniCredit.

In questi ultimi mesi però alcuni titoli (obbligazionari) di UniCredit stanno registrando una brusca frenata sul mercato , tanto che lo spread denaro lettera (soprattutto delle emissioni più lunghe) comincia ad allargarsi (vedi tabella sotto)

Quotazione emissioni UniCredit aggiornate alle 11.00 (Fonte: Borsa Italiana)

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