Consulenti, i 7 falsi miti sugli investimenti

La complessità tipica del mondo finanziario dà vita ad idee e teorie, spesso frutto di pregiudizi ed ignoranza piuttosto che di dati e prove concrete. E’ importante valutare ogni scelta finanziaria con criterio, senza lasciarsi influenzare e spaventare da false credenze. Certamente, il primo passo per non lasciarsi “ingannare” è riuscire a riconoscere questi falsi miti.

In un post condiviso sul proprio profilo LinkedIn, il consulente finanziario di Fideuram, Matteo Dalla Bona, ha provato a sfatarne alcuni. Ve li proponiamo di seguito.

  • “INVESTIRE E’ SOLO PER RICCHI”. Investire è accessibile a tutti, indipendentemente dalla ricchezza. Sono pochi gli investimenti che richiedono un capitale minimo. Inoltre è possibile investire anche se non si ha a disposizione uno stock di capitale. Se si ha una capacità di risparmio infatti, è possibile investire in modo regolare anche piccole somme attraverso un piano di accumulo (PAC). In questo modo si risparmia ed è possibile far crescere il proprio capitale nel tempo.
  • “GLI INVESTIMENTI SONO TROPPO RISCHIOSI?. Non tutti gli investimenti presentano lo stesso rischio. Esistono strumenti, come conti deposito e Titoli di Stato a breve termine, che generalmente presentano un rischio molto basso. Altri strumenti invece, come le azioni, presentano di norma un grado di rischio maggiore. Ad esso però corrisponde anche un rendimento atteso più alto. E comunque possibile mitigare il rischio attraverso la diversificazione del portafoglio e la scelta di investimenti adatti al proprio profilo di rischio e coerenti con i propri obiettivi finanziari.
  • “PER GUADAGNARE DEVI ESSERE UN ESPERTO”. Anche se una buona comprensione dei concetti finanziari è sicuramente utile, non è necessario essere un esperto per investire con successo. Con la ricerca, l’educazione finanziaria e l’approccio prudente, chiunque può fare investimenti intelligenti. Se hai paura di sbagliare, hai sempre la possibilità di affidarti ad un professionista del settore, che ti potrà consigliare la strategia che più fa al caso tuo.
  • “E’ IL MOMENTO SBAGLIATO PER INVESTIRE”. Provare a prevedere i movimenti di mercato è molto complicato e può essere rischioso. Chi continua a entrare e uscire dal mercato fa statisticamente più danni rispetto a chi rimane costantemente investito. È più efficiente partire il prima possibile, adottare una strategia di investimento a lungo termine e rimanere disciplinati nel mantenere il proprio portafoglio, indipendentemente dalle fluttuazioni di breve periodo.
  • “INVESTIRE IN BORSA E’ COME SCOMMETTERE”. Non del tutto vero! Tutto dipende dalla strategia di investimento e dai suoi fondamentali. Comprare le azioni di una società solo perché si è letta una notizia positiva a riguardo, con l’obiettivo di guadagnarci nel breve termine equivale a scommettere. Creare un portafoglio diversificato a livello geografico, settoriale, valutario, di asset allocation (micro e macro), e con un’ottica di lungo termine equivale ad investire.
  • “LE OBBLIGAZIONI SONO PIU’ SICURE DELLE AZIONI”. Di base questo è vero. Ma nella pratica, non è sempre cosi. Basti pensare ai crack finanziari di Stati come la Grecia e l’Argentina. Oppure basti pensare al crollo di circa il -15% che hanno subito in media i prezzi delle obbligazioni nel corso del 2022, per via del rialzo dei tassi di interesse. E ancora: vi sentireste più tranquilli ad investire in un azione
    Apple oppure in un Titolo di Stato del Burundi? Come sempre, la strada per la sicurezza è una sola e si chiama diversificazione.
  • “MEGLIO TENERE I SOLDI SOTTO AL MATERASSO”. Antica credenza che purtroppo si sente ancora spesso. Tenere i soldi sotto al materasso oppure fermi sul conto corrente ci da la sensazione di sicurezza e tranquillità. Abbiamo l’illusione di non poterli perdere. Tuttavia, c’è un piccolo dettaglio che non viene considerato che si chiama inflazione. Con una crescita media annua di circa il 2%, l’inflazione è una tassa occulta che erode i nostri risparmi senza che ce ne accorgiamo. I nostri soldi rimangono gli stessi, quello che diminuisce è il nostro potere di acquisto con quegli stessi soldi.

 

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